Per noi la strada è luogo di incontro e relazione, scambio e partecipazione.
Nelle nostre 52 pagine ci occupiamo delle città e delle aree urbane. Italiane per lo più. Di quelle Terre che si preferisce ancora osservare da lontano, sulla soglia, e che invece noi vogliamo raccontarvi dall’interno. Nella convinzione che oggi il “sociale” abbraccia tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana.
Sociale, quindi, significa per noi relazione. Quella che sta dietro a una notizia o a un’inchiesta, ma anche ai nostri consumi, dalla moda alla musica. Inchiesta e servizio sono e restano le nostre anime. Le nostre parole d'ordine sono: informazione, condivisione e cambiamento.
Collaborano con noi Pat Carra (vignettista), Ulderico Pesce (attore di teatro civile), Loretta Napoleoni (economista), le redazioni delle carceri Bollate, Padova, Venezia e Piacenza, Esterni (associazione culturale che organizza il Milano film festival e il Fuori salone), la Scuola di scrittura Holden di Torino, la rivista musicale Rockit e Legambiente.
Nelle pagine del nuovo Terre si parla anche di immigrati di seconda generazione, di associazioni antimafia, di moda critica, design sostenibile e software libero, di turismo alternativo e responsabile, di cibo e divertimenti.
Terre di mezzo è tra i fondatori dell'Insp, International Network of Street Papers, ovvero della rete internazionale dei giornali di strada che oggi raccoglie 55 giornali membri di 8 Paesi diversi, con una circolazione annua complessiva stimabile in 6 milioni di copie. Terre di mezzo al momento è l'unico giornale di strada italiano che faccia parte della rete internazionale. Fare parte della rete, non è un fatto solo formale o di prestigio. Tutti i giornali condividono gli stessi obiettivi: essere strumento di lotta alla povertà e offrire a chi è in difficoltà economica un prodotto dignitoso, di cui essere orgoglioso, che non lo costringa a chiedere l'elemosina, ma sia cercato dai lettori per il suo valore.












