Testimonianze antimafia
La forza delle parole
La mafia si combatte raccontandola. Come spiegano i 23 autori di "Strozzateci tutti".

Nasce come reazione spontanea, ma subito diventa affermazione consapevole del valore rigenerante della parola. "Se trovo quelli che scrivono libri sulla mafia e vanno in giro in tutto il mondo a farci fare così bella figura -ironizzava il premier Silvio Berlusconi il 28 novembre 2009 a Olbia-, giuro che li strozzo".
Qualche giorno dopo, ventitré donne e uomini del Sud decidono di incontrarsi. Sono giornalisti, scrittori, storici, psicologi, insegnanti, nomi più o meno noti, con alle spalle un forte impegno contro le mafie. La loro risposta è lapidaria: "Allora, dovrà strozzarci tutti!". E per continuare ad aver voce, creano un blog, strozzatecitutti.info, una finestra sul web fatta di parole e immagini dove pubblicare articoli e commentare ciò che accade ad Acerra (Na), Gioia Tauro (Rc), Corleone (Pa), Casal di Principe (Ce), ovunque la criminalità organizzata abbia messo radici.

"Una comune volontà ci spinge a condividere saperi e competenze, senza titubanze né timori -scrivono nel loro manifesto-, per cercare le risorse a cui si può attingere per liberare le coscienze e i corpi dalla cultura mafiosa".
Il loro è un cammino quotidiano. "L'impegno civile è una scelta di vita", ammette Francesca Viscone, giornalista, docente di tedesco, scrittrice di mafia da anni impegnata a studiare i canti di 'ndrangheta e la loro diffusione in Europa attraverso i mass media. Donna energica e combattiva, ha scelto di vivere e lavorare in Calabria. "Con questo piccolo movimento rivendichiamo il diritto alla parola come risposta a tutti quelli che invitano al silenzio", spiega.

Perché la mafia si combatte, raccontandola. Così oltre al blog hanno pubblicato un libro antologico, a molte mani: "Strozzateci tutti", uscito il 30 settembre. Un'opera corposa, edita da Aliberti, curata da Marcello Ravveduto con prefazione di Marco Travaglio: 637 pagine, 18 saggi, raggruppati in due sezioni, "Mafie quotidiane" e "Mafie interpretate".
Nella prima ci sono cronache, inchieste e racconti legati al territorio; nella seconda approfondimenti storici, sociologici ed economici. In copertina, su sfondo nero, le 23 foto di chi continua a raccontare. Francesca sorride, dall'angolo in basso a destra.

Testo di Maria Gallelli

Eventi
Rubriche