Pronunciato, suona come un insulto (in inglese) a Cosa nostra. Letto, è l'acronimo di "frequently asked questions": le domande più richieste. "Faq mafia", l'ultimo libro del giornalista de la Repubblica Attilio Bolzoni, è un titolo dal doppio significato. "Ma sono due anche i possibili lettori a cui ho pensato -spiega l'autore-: chi non sa niente di mafia e chi, invece, dice di saperne molto e non sa nulla". Il risultato? "Qualcosa di molto semplice: la risposta alle domande che mi sento rivolgere piùspesso".
"Faq mafia" (edito da Bompiani) è una sorta di dizionario su Cosa nostra: racconta la sua storia, spiega che cos'è, come funziona, quali sono i suoi protagonisti. Senza dimenticare le tante persone che la mafia l'hanno combattuta. "C'e ancora una profonda ignoranza su Cosa nostra -prosegue Bolzoni-: i non siciliani, quelli che non la vivono ogni giorno sulla propria pelle, non hanno ancora interiorizzato il fenomeno e rischiano di voltarsi dall'altra parte".
Dopo le stragi del ‘92-'93 e l'arresto di Totò Riina, Cosa nostra si è indebolita, lasciando spazio alla ‘ndrangheta. Ma il problema si è solo spostato oltre lo Stretto di Messina, mentre gli inquirenti cercano ancora di far luce sul legame tra criminalità organizzata e Stato. "Finché non si scioglie questo nodo non andremo avanti di un millimetro nella lotta alla mafia -precisa il giornalista-. Dobbiamo sapere chi ha ucciso i giudici Falcone e Borsellino. Sì, perché a compiere le stragi sono stati i Corleonesi, ma oltre a loro chi le ha volute?".
Un problema che ha radici profonde, come la parola mafia: il primo a usarla, in un rapporto inviato all'allora ministro degli Interni, Giovanni Lanza, fu il prefetto di Palermo, Filippo Antonio Gualterio. Era il 25 aprile 1865. E oggi, che cosa servirebbe per sconfiggere Cosa nostra? "I poliziotti e i magistrati che abbiamo sono sufficienti -conclude Attilio Bolzoni-: dovremmo investire nella scuola. Se fosse per me, farei un piano cinquantennale di istruzione per educare le giovani generazioni. Solo con la cultura si può sconfiggere questa piaga".
TESTO DI DANIELE FERRO











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