Testimonianze antimafia
Storie di pupi e malavita
Due bambini, Giovanni e Paolo, e un cartone. Per ricordare ai più piccoli che la mafia esiste.

Palermo, 14 luglio, festa di Santa Rosalia. La città celebra la liberazione dalla peste, ma il clima gioioso è rovinato da un mago che attira i bambini nel proprio carrozzone. Chi cede alle lusinghe della sua protezione esce stravolto, come un pupo di legno manovrato a distanza. Fino a quando due bambini, Giovanni e Paolo, non si ribelleranno, liberando i burattini.

È questa la trama di "Giovanni e Paolo e il mistero dei pupi", il cartone animato dedicato ai giudici Falcone e Borsellino e ideato da Rosalba Vitellaro, regista, e Alessandra Viola, direttrice di produzione e co-sceneggiatrice. "Abbiamo chiesto a dei ragazzi delle medie che cos'è la mafia -spiega Alessandra-. Di fronte ai loro sguardi attoniti, a Roma come a Palermo, ci siamo chieste: E se non avessero più memoria?". 

Cominciano, così, due anni di duro lavoro nei quali le autrici contattano le famiglie dei giudici per conoscerne l'infanzia. Un passo indispensabile per rendere più familiare ai bambini la vita dei due magistrati, uccisi dalla mafia nel 1992 (il 23 maggio cade l'anniversario dalla strage di Capaci in cui morì Falcone, ndr). Senza dimenticare l'attualità. Rosalba e Alessandra, infatti, hanno ritratto Falcone e Borsellino con indosso dei calzini turchesi. "Un segno di solidarietà con l'intera categoria dei giudici, dopo il discusso servizio televisivo sul magistrato Raimondo Mesiano trasmesso dal programma Mattino 5 sulle reti Mediaset", dicono le giovani, che otto anni fa a Palermo hanno fondato una società di produzione, "Larcadarte". Tra i lavori realizzati, "Benedetta", un cortometraggio di denuncia sullo sfruttamento minorile, ambientato nel quartiere palermitano della Vucciria, e trasmesso da Rai Due nel 2007. 

A mandare in onda il nuovo progetto sarà invece Rai Tre. Nel cartone sono previsti anche i contributi di Leo Gullotta e Claudio Gioè che hanno prestato le loro voci ai personaggi. Ma a credere nell'iniziativa sono stati soprattutto Raifiction, il presidente di Cinesicilia, Sergio Gelardi, e Alessandro Rais, responsabile di Sicilia film commission che ha finanziato un gioco da tavolo sulla criminalità organizzata che sarà distribuito in 1.500 scuole con un libro e il dvd del corto. Ma al di là della fatica, che cosa resta di questa esperienza? "È stato come andare in analisi -confessa Rosalba-: ti svuoti delle cose brutte ed entri in un sogno".

TESTO DI ANTONELLA LOMBARDI

 

 

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