Testimonianze antimafia
A lezione di onestà
Gli atenei italiani aprono le porte alle discipline antimafia. Un breve excursus, da Bologna a Benevento.

Dare dignità accademica alla cultura antimafia facendo salire in cattedra i protagonisti della lotta alle cosche. È la sfida lanciata dall'università di Bologna che, a partire dal prossimo anno accademico, lancerà un nuovo insegnamento: "Mafia e antimafia". Potranno sostenere l'esame non solo gli studenti iscritti al quinto anno di Giurisprudenza, ma anche i laureandi in altre discipline. 
In programma venti ore di lezione e 28 di laboratorio, cioè incontri con magistrati, sacerdoti, imprenditori che si sono ribellati alla mafia: da Tano Grasso a don Luigi Ciotti, da Vincenzo Conticello (titolare dell'antica Focacceria san Francesco) al procuratore Antonio Ingroia. "Vogliamo istruire i ragazzi muovendo la loro emotività", spiega Stefania Pellegrini, docente di Sociologia del diritto e promotrice dell'iniziativa.

Ma l'ateneo bolognese non è il solo che ha scelto di dare spazio alle diverse discipline che ruotano attorno alla cultura dell'antimafia. All'università Statale di Milano si può frequentare il corso tenuto da Nando Dalla Chiesa, Sociologia della criminalità organizzata, mentre all'università Roma Tre nel piano di studi è possibile inserire Storia della criminalità organizzata e, a Palermo, Legislazione antimafia - aspetti penalistici.
Esistono però anche iniziative più mirate, come il master in "Valorizzazione e gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata", promosso dall'università del Sannio a Benevento. "Formiamo manager capaci di avviare e gestire vere e proprie aziende -spiega il responsabile, Rosario Santucci-. Ma anche consulenti che possano sostenere enti e associazioni nelle procedure burocratiche". 
Un'iniziativa nata nel 2007 in collaborazione con la Regione Campania e l'associazione Libera. "Serve un salto di qualità nella gestione dei beni confiscati, per evitare che restino inutilizzati, o peggio, tornino nelle mani dei vecchi proprietari", dice Santucci. Da qui il progetto dell'ateneo campano: avviare un percorso formativo inedito, che insegni agli studenti a districarsi nella legislazione antimafia, ad addentrarsi nella disciplina degli appalti nella pubblica amministrazione e a capire come accedere ai finanziamenti comunitari, prevenendo le frodi. 

TESTO DI ILARIA SESANA

 

 

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