Non un soldo alla mafia. Pare semplice. Come fai a sapere che i titolari del negozio dove fai la spesa, del ristorante dove mangi, dell’albergo dove dormi hanno avuto la forza e il coraggio di dire no al pizzo?
Un modo c’è. E anche piuttosto semplice a ben vedere. A Palermo l’associazione antiracket AddioPizzo ha pensato di distribuire cartine della città che riportano tutti i negozi che non pagano. Ad oggi i commercianti che hanno aderito sono 409. Quattrocentonove esercizi che possono contare su quasi 10mila consumatori che hanno deciso di sostenerli cambiando le proprie abitudini di consumo: preferendo fare 100 metri in più per comprare il pane pur di stare vicini a chi si è ribellato e ha deciso di voltare le spalle alla mafia.
La cartina della Palermo “pizzofree”, giunta alla sua seconda edizione, viene distribuita in 20mila copie negli infopoint, nei negozi che hanno aderito alla campagna ed è scaricabile dal sito addiopizzo.org.
L’associazione antiracket da qualche settimana, inoltre, si è lanciata anche nel turismo fondando “Addiopizzo travel”, che propone nuove forme di turismo etico nei territori del palermitano.
Chi sceglierà la vacanza pizzofree mangerà e dormirà in strutture che hanno deciso di non pagare, ma visiterà anche le aziende che sono sorte sui terreni confiscati alla mafia come quelle gestite da Libera a Corleone e dintorni. Una filosofia diametralmente opposta ai mafiatours tutti coppole e maranzane, che piacciono tanto a certi tour-operator americani. Piuttosto viaggi studio e itinerari di educazione civica tra Palermo e la provincia pensati anche per le scuole. Ma anche semplici vacanze relax in strutture alberghiere che hanno deciso di non pagare. Anche questo è un modo concreto di non dare soldi alla mafia.
TESTO DI Osvaldo Spadaro











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