Seconde generazioni
La babele tricolore
Amara Lakhous, Anilda Ibrahimi, Pap Khouma, Nicolai Lilin, Gezim Hajdari. Sono i volti nuovi della letteratura del nostro Paese. Scopriteli con "Basili".

Amara Lakhous, Anilda Ibrahimi, Pap Khouma, Nicolai Lilin, Gezim Hajdari. Sono i volti nuovi della letteratura del nostro Paese. "Una ventata d'aria fresca portata da autori che, pur non essendo nati in Italia, scrivono nella nostra lingua", spiega Armando Gnisci, docente di Letterature comparate presso l'università La Sapienza di Roma e creatore di "Basili", la banca dati degli scrittori immigrati in lingua italiana con le schede delle opere di 438 scrittori e scrittrici provenienti da 92 Paesi. Per trovare questo tesoro, accessibile a tutti, basta digitare Basili in qualsiasi motore di ricerca di internet.

In testa alle graduatorie gli autori europei (rappresentano il 35,8% del totale) seguiti da africani (28,8%), americani (20,5%) e asiatici (14%). "Ho iniziato a occuparmi quasi per caso di questo fenomeno, fino a quindici anni fa era una realtà pressoché inedita per il nostro Paese, diversamente da quanto accadeva in Francia, Spagna e Inghilterra", racconta Gnisci. Da qui, nel 1997, l'idea di creare la banca dati "per registrare i testi che, anno dopo anno, venivano pubblicati, individuare gli scrittori e darne un riferimento".

I primi libri in cui gli immigrati giunti in Italia raccontavano in italiano la propria esperienza migratoria risalgono all'inizio degli anni Novanta. È il caso di "Immigrato", scritto dal tunisimo Salah Methnani a quattro mani con Mario Fortunato, e di "Io, venditore di elefanti" di Pap Khouma con Oreste Pivetta". Romanzi, poesie e racconti che hanno aiutato i lettori italiani a comprendere meglio il viaggio compiuto dai migranti che oggi vivono qui, ma hanno anche aperto piccole finestre su Paesi come Senegal, Somalia, Romania, Brasile, Transnistria.

"Una successiva e importante evoluzione -aggiunge Gnisci- si è avuta quando alcuni di questi scrittori hanno iniziato a raccontare come si vive in Italia, mostrandoci la nostra società da un punto di vista nuovo". Come fa, ad esempio, Amara Lakhous in "Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio".

Questo nuovo filone letterario è stato finora relegato in una nicchia, ma in alcune grandi case editrici il vento sta cambiando e diversi autori hanno ottenuto importanti successi di pubblico e di critica in Italia e persino all'estero. Come il poeta albanese Gezim Hajdari, che nel 1997 ha vinto il premio Montale, mentre i diritti di "Educazione siberiana" e "Caduta libera" di Nicolai Lilin sono stati acquistati da ben 12 editori stranieri.

Testo scritto da Ilaria Sesana

Eventi
Rubriche