Seconde generazioni
Servizio civile senza passaporto
A Torino, da tre anni, i giovani stranieri cresciuti in Italia possono accedere al Servizio civile comunale. Tra i requisiti richiesti forte radicamento nella città, buona conoscenza linguistica ed età compresa tra i 18 e i 25 anni.

Soley Peràn sa cos'è la nostalgia: l'ha imparato a 7 anni, quando i suoi genitori (papà ingegnere, mamma infermiera diplomata in Italia) hanno deciso di lasciare Torino per ritornare in Perù. "Mi mancava la città e l'unica lingua che conoscevo, l'italiano", racconta. A 16 anni un nuovo distacco e un altro sofferto sradicamento: la madre torna nel capoluogo piemontese per lavoro e ottiene il ricongiungimento familiare. 
Oggi Soley ha 22 anni, è una giovanissima mamma e per ricostruire il rapporto "con la sua Torino" ha fatto una scelta precisa: il Servizio civile volontario comunale. "È stato un modo per conoscere nuove persone -spiega Soley-: ora ho diverse amiche musulmane, tanti contatti e, spero in futuro, un lavoro". 

Un'opportunità rivolta solo ai giovani con passaporto straniero visto che, per legge, chi non ha la cittadinanza italiana non può accedere al Servizio civile volontario nazionale. Anche se è cresciuto, o addirittura nato, in Italia. Ed è previsto un compenso: 350 euro al mese. "Oltre a Soley abbiamo selezionato altri 19 ragazzi e ragazze tra i 18 e i 25 anni. La maggior parte di origine marocchina, visto che è una delle comunità più numerose a Torino" dice Nicoletta Giovanelli, coordinatrice del progetto ormai arrivato alla terza edizione. 


Tra i requisiti richiesti per superare la selezione, un forte radicamento nella città e una buona conoscenza dell'italiano. Come nel caso di Said Hadine: arrivato in Italia a 12 anni (era un minore non accompagnato, ndr), quest'anno punta alla maturità tecnica. Insieme a Soley, Said partecipa all'ultima iniziativa inaugurata dal Comune in collaborazione con il Servizio civile volontario: i videogiornali in lingua originale trasmessi, anche in diretta, sul canale Youtoube comunale: Youtorino. "Non facciamo solo gli speaker, scegliamo le notizie, dalle informazioni di servizio, ad esempio sui bandi pubblici, agli eventi cittadini" spiega il giovane (per vederli all'opera, cliccate qui). Impegno che non esaurisce il loro lavoro: i volontari sono infatti coinvolti nei progetti di "rigenerazione urbana", laboratori organizzati nelle periferie, nelle case popolari o in ex fabbriche presso associazioni attive sul territorio, "ma danno una mano anche all'Ufficio stranieri della Questura: orientano chi fa la fila e forniscono le prime informazioni", conclude Nicoletta Giovanelli.  

TESTO DI PAULA BAUDET VIVANCO

 

 

Eventi
Rubriche