A 16 anni dalla fine di un conflitto iniziato giusto vent'anni fa (era il marzo del 1992), la Bosnia Erzegovina si trova in un profondo e interminabile dopoguerra, di cui credo sia un dovere morale raccontare le cicatrici.
A un occhio superficiale che percepisce i toni quotidiani tipici dell'Europa, presenti nei cinema o nei festival e resi esotici dalla
magia della cultura ottomana, può sfuggire quel malessere invisibile che ancora si respira in un Paese, dove al di là delle normalità
nascoste dietro una parola apparentemente pacificante come "riconciliazione", fa ancora capolino l'intolleranza etnica.
Il mio progetto fotografico parte dall'analisi di questa situazione sociale e delle microscosse che ne minano il precario equilibrio,
per comprendere quali siano le radici del caos che avvelena il futuro dei Balcani. Una confusione che deriva dal disconoscimento della memoria, denigrata nei luoghi del dolore dagli stessi carnefici, e dalla perpetuazione dello spirito nazionalista evidente, per esempio, nei diversi programmi scolastici dedicati a serbi, croati e musulmani bosniaci, che confondono vincitori e vinti, aggressori ed aggrediti.
A questo si aggiunge la propaganda dei politici e dei leader religiosi che alimentano la paura del proprio fratello, sentimento difficile da maneggiare nell'ancora indefinito contesto ereditato dagli accordi di Dayton del 1995, attuale Costituzione di questo Paese formato da due entità distinte e con molti poteri autonomi, la federazione croato-bosniaca e la repubblica serba, che sopravvivono ai continui sussulti secessionisti grazie a un delicato -e fragile- sistema di relazioni nazionali e internazionali.
Lara Ciarabellini, nata a Grado (Go), laureata in Economia, per 12 anni ha lavorato come consulente organizzativo, finché la passione per il fotoreportage l'ha convinta a cambiar vita. Nel 2010 si è diplomata alla Scuola romana di fotografia e ora frequenta il master in Photojournalism and documentary photography al London College of communication. I Balcani sono il suo attuale campo di indagine, i suoi lavori sono pubblicati sul sito laraciarabellini.com.










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