Il fotoreportage
Miseria e nobiltà
Terre di mezzo n° 029, novembre 2011 / Il circolo nautico di Posillipo è un rifugio di lusso. Dove la "Napoli bene" dimentica la città.

Ho vissuto a Napoli nel 1997, all'epoca del cosiddetto "rinascimento napoletano", quando si respirava per le strade
della città un contagioso ottimismo. Sono ritornata nel 2010: il rinascimento era ormai lontano, le espressioni dei miei amici lugubri e i loro discorsi senza fiducia nel futuro. Napoli oggi è di nuovo la città della crisi. Le cronache nazionali e internazionali ripropongono un'immagine della città passata solo momentaneamente di moda nel corso degli
anni Novanta: una metropoli malata e invivibile, sinonimo di camorra, di spazzatura, di legge violata e di inefficienza amministrativa, di caos urbanistico e sociale. Di poveri, emarginati, di "soggetti socialmente pericolosi". Ma Napoli non è solo questo, è anche la città dei signori, dei benestanti, di chi nel Secondo dopoguerra ha lasciato i quartieri del centro per vivere sulla collina del Vomero o nei lussuosi appartamenti a picco sul mare di Posillipo. Questo reportage parla di loro e del Circolo nautico Posillipo, "una rosa nel pantano", come l'ha definito uno dei soci anziani.
Il Posillipo nasce nel 1925 in epoca fascista con il nome di "Giovinezza" e Mussolini figura ancora come unico socio onorario. Al circolo si praticano molti sport: vela, canottaggio, tennis, nuoto, scherma, pallanuoto e vi si allenano bambini e atleti professionisti. Ma i veri "padroni di casa" sono questi signori, che vivono il luogo come un'estensione delle proprie mura domestiche: è là che leggono il giornale, nuotano e prendono il sole, giocano a carte, a tennis, organizzano feste e messe private, guardano le partite di calcio, si rilassano nella sauna e invitano amici e colleghi per pranzi d'affari. Quasi 1.500 uomini, la classe dirigente della città: avvocati, ingegneri, imprenditori, politici, medici, funzionari. Al loro servizio lavorano più di 30 dipendenti fra portieri, camerieri e operai. Non è l'unico circolo nautico della città, ma senza dubbio è il più frequentato. Anche se armatori e capi di Stato non si vedono più.

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Fotografie e testo: Carola Pagani

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