Pezzi di lavatrici, frigoriferi e lavastoviglie, componenti di computer, tivù e cellulari, schegge di automobili e piccoli elettrodomestici: si chiamano Raee (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) e stanno invadendo i Paesi sviluppati. Nel 2010 in Europa se ne è stimata una produzione compresa tra 9 e 10 milioni di tonnellate, cioè circa 19 kg per abitante, di cui soltanto 7 vengono raccolti (4 in Italia).
Se da un lato questi rifiuti contengono sostanze pericolose, e in qualche caso preziose, che occorre separare per evitare l'inquinamento ambientale (piombo, mercurio, idrocarburi) e per recuperare il materiale riciclabile (plastica, rame, alluminio, vetro), dall'altro il corretto processo di smaltimento non è ancora del tutto automatizzabile, a causa della varietà dei modelli rottamati. In questo scenario, il lavoro manuale assume un ruolo fondamentale. Nel nostro Paese, nel 2010, gli 87 impianti dedicati a questa attività sono riusciti a smaltire "correttamente" circa 245mila tonnellate di rifiuti tecnologici, (+ 27 per cento rispetto al 2009), circa un terzo del totale dei Raee prodotti dai consumatori italiani.
Il resto, in parte viene eliminato insieme ai rifiuti urbani, in parte abbandonato in discariche abusive oppure venduto illegalmente a Nigeria, Pakistan, Ghana, India e Cina. Ufficialmente come materiale di seconda mano, per poi essere smantellato dai poveri, soprattutto bambini, senza alcun dispositivo di protezione né per la salute né per la prevenzione dell'inquinamento.
In questo contesto, a fine 2009 le carceri di Bologna, Ferrara e Forlì hanno inaugurato un progetto per detenuti che smontano e riciclano i Raee in laboratori attrezzati all'interno o all'esterno del penitenziario (766 le tonnellate trattate finora). Un'iniziativa che merita di essere conosciuta e divulgata, perché coniuga un'attività di recupero rispettosa dell'ambiente al reinserimento lavorativo di una classe svantaggiata.
Per ammirare il fotoreportage, clicca qui.
Testo e foto di Elisabetta Zavoli










OKNOtizie
Segnalo
Diggita
Delicious
Facebook