È come un videogioco. A volte rischi una sportellata, a volte una buca. Devi evitare la macchina e il tram è sempre dietro l'angolo. Per me, nato e cresciuto a Milano, il problema è diventato quasi "trasparente". L'insulto è parte integrante della pedalata. Ma a tener il manubrio spesso c'è qualcuno che con la sua bicicletta crede di poter salvare il mondo. Già perché la bici è questo: un mezzo sociale, ecologico, economico e salutare.
A plasmare questo modo di vivere, che (eppur) si muove, è un enorme involucro di cemento e acciaio. Con un paradosso. Negli ultimi anni il mondo ha riscoperto la meraviglia che si cela dietro i raggi leggeri della bicicletta: critical mass, bicycle film festival, bike sharing... Tutto questo è nato nello stesso momento in cui i dati statistici mettono i brividi e appesantiscono la vita del ciclista: 288 morti l'anno, 14.500 feriti, smog e polveri sottili sempre oltre i limiti (la soglia di pericolo annua fissata, per un massimo di 35 giorni, a Milano si è raggiunta dopo appena 46 giorni dall'inizio del 2010).
E poco si fa per cambiare direzione. Intanto il ciclista va. Si munisce di quello che può: mascherina, nuove luci Led. Qualcuno usa il caschetto, sperando che in caso di incidente con un Suv, almeno il ciuffo resti incolume. Con un tubo e qualche vecchia camera d'aria ho attaccato la macchina fotografica alla mia bici. Per cercare di raccontare (da vicino) la quotidiana avventura di un ciclista a Milano.
Daniele Coppa, milanese classe 1983, frequenta studi aeronautici e comincia a lavorare nel settore dopo un corso post-diploma. Da sempre cerca di affiancare a questo mondo"tecnico" uno più "permeabile" fatto di pittura e fotografia. A unire questi universi (superfluo forse dirlo) è la dimensione del viaggio. Dal 2008 con due amici intraprende un progetto fotografico, nel 2009 partecipa alla mostra "I contrari" patrocinata dal Comune di Peschiera Borromeo (Mi) e nel 2010 decide di frequentare il corso di fotogiornalismo di Polifemo e Terre di mezzo, per consolidare le idee che da sempre gli passano per la testa.
Per ammirare la gallery di "Veni, vidi, bici", clicca qui.










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