Il fotoreportage
L'altro lato del sogno
Volevano raggiungere gli Stati Uniti a cavallo della “Bestia”. Qualcuno ce l’ha fatta, gli altri sono immortalati nelle immagini di Nicola Okin Frioli.

Il tetto del treno merci, che senza fermata né orario stabilito attraversa il Messico, è l’unica opportunità per gli immigrati centroamericani di raggiungere gli Stati uniti. Arrivano da Honduras, El Salvador, Guatemala, Nicaragua. Durante la traversata sono vittime dell’altro lato del sogno: assalti, stupri, la corruzione della Migra (la polizia messicana che controlla gli immigrati), i sequestri compiuti dalla Maras Salvatrucha, gang di origine salvadoregna. E se non bastasse, anche della violenza della “Bestia”. Così viene chiamato questo treno: una creatura vorace, capace di divorare braccia e gambe di chi vive nell’illusione di una vita migliore e alla fine si ritrova bloccato in Messico, nell’umiliazione e nel disprezzo della popolazione locale.


Le immagini che vi proponiamo sono ritratti crudi, reali, commoventi, silenziosi, violent
i. Mostrano il prezzo pagato dagli immigrati che provano a superare la frontiera del Sud del Messico in cerca di lavoro per mantenere la famiglia rimasta a casa. Quest’anno anche Amnesty International si è occupata di loro, pubblicando un rapporto con le testimonianze delle vittime e un appello per il ministro degli Interni messicano, da sottoscrivere online.
Li abbiamo incontrati nel centro d’aiuto per “Immigrati illegali e gravemente feriti” fondato da Olga Sanchez a Tapachula, in Chiapas. Questa signora fino a qualche anno fa si faceva trovare lungo i binari e lanciava bottiglie d’acqua al treno in corsa per dare da bere a queste persone già in viaggio da giorni, senza cibo né acqua. Oggi si dedica a loro a tempo pieno.

Testo: Gabriela Alfaro

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