L'editoriale
Quieto vivere
L'editoriale del Direttore. Terre di mezzo n° 032, febbraio 2012.

Milano città omertosa. Tace di fronte agli abusi della criminalità organizzata, tace davanti ai "piccoli" gesti di illegalità quotidiana. Soprassiede allo scontrino non dato, si abitua all'auto in doppia fila, si rifà il look con i manovali importati dall'estero e sfruttati. Per quieto vivere, accetta i compromessi con la mafia. In nome degli affari sta zitta e subisce. E chi prova a ribellarsi, ne porta sulle spalle le conseguenze. Come è accaduto ai (pochi) imprenditori che hanno denunciato una qualche forma di pizzo e si sono visti abbandonare dalle istituzioni e dalle banche.
Per aiutarli non ci sono soldi: lo scorso novembre il governo Berlusconi ha tagliato da 12 a 2 milioni di euro i fondi destinati alle vittime di mafia, usura e racket, mentre le banche, nonostante gli accordi con il Viminale, continuano a negare il credito a chi, fallito per mafia, vorrebbe riprendere in mano la propria vita e la propria attività. La solitudine spaventa. Più delle minacce, più delle ritorsioni. Milano tace, e con lei una parte dell'Italia che si ritiene giusta. È vero, Milano città omertosa per chi ci vive, suona come uno schiaffo. Quello che aiuta a risvegliarsi dopo l'abbaglio di essersi sentiti al di sopra del bene e del male. Da qui vogliamo partire, e lo facciamo con un'inchiesta. Numeri, persone, fatti. Perché nessuno di noi possa dire che non ne sapeva nulla. E questo è solo l'inizio di una serie di articoli che ci accompagneranno nei prossimi mesi.


Elena Parasiliti

Eventi
Rubriche