L'editoriale
Piedi a terra
L'Editoriale del Direttore. Terre di mezzo n° 27, settembre 2011.

Crolla l'impero di Murdoch e in Italia tutto tace. Un peccato, perché per il mondo dell'informazione (e noi, ne facciamo tutti parte), qualche spunto di riflessione ci sarebbe. Intercettazioni di adolescenti scomparse, droga usata come merce di scambio per abbordare i vip, dipendenza da scandali, la politica che va a braccetto con la (cattiva) stampa. Collassa un sistema, dove regole e principi erano sovvertiti: la verità barattata con il potere, l'etica con il denaro.
Mentre Murdoch crolla mi sento sollevata. Perché chi crede nel senso dell'informazione, a regole e principi non rinuncia. Come dimostrano i 10 anni che quest'anno compie Redattore sociale, un'agenzia giornalistica nata sulla collina di Capodarco, nelle Marche, tra Fermo e Porto San Giorgio. Era il 2001, e don Vinicio Albanesi e Stefano Trasatti allora avevano attorno, in gran parte, persone con disabilità grave e operatori sociali. Oltre a cipressi e oleandri. In una pace, questa sì, quasi surreale.
Il posto "sbagliato" per cercare notizie: troppo lontano dalla frenesia e dal flusso dell'informazione, troppo distante dai colossi dell'editoria. Ma quello era il loro posto. E da lì, con la collaborazione di altri giornalisti tra cui la redazione di Terre di mezzo, hanno iniziato a raccontare la realtà.
"Redattore sociale" oggi propone ai lettori, che sono diventati 15mila tra testate giornalistiche, privati, enti e onlus, notizie on line sulla fragilità umana, l'immigrazione, la disabilità, le associazioni, le politiche sociali e il welfare. Ma a pranzo, anche se di lavoro, si mangia accanto a persone come Michele, che in comunità è arrivato dopo 35 anni di manicomio. E si ritorna alla propria scrivania, pronti a raccontare il mondo, con i piedi ben piantati a terra.

 

Elena Parasiliti

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