L'editoriale
In tre settimane
L'editoriale del Direttore. Terre di mezzo n° 26, luglio-agosto 2011

 

La mamma gli si era avvicinata titubante. Più per timore
di infastidire che per mancanza di una giusta causa.
L'avevano impressionata la magrezza, i muscoli tesi, lo
sguardo vispo e intenso nell'apparenza di un corpo immobile.
Niente che già non sapesse di quell'uomo chiamato
il Mahatma, "la grande anima".
E a lui chiese di parlare a sua figlia per convincerla a
rinunciare ai suoi "dolci" peccati. "Dipendenza da dolciumi",
spiegò la donna, mentre chiedeva qualche consiglio
per spezzare questa "catena" tanto innocua quanto
pesante. Il Mahatma non disse altro, se non di portargli
la giovane dopo tre settimane.
Quando si incontrarono i due parlarono fitto, alla
presenza della madre. Era importante non eccedere nella
golosità, per non perdere il sapore di quanto olfatto e
lingua stavano gustando, per non ridurre la mente e il
corpo al pari di un porcello. Per non incatenare la vita a
un bisogno che essenziale, forse, non era.
Nel salutarla, le sussurrò di non mangiare troppo. Un
consiglio da nonno, più che da asceta, si ritrovò a pensare
la madre. Ma se tanta era l'ovvietà, perché aspettare, e
perdere così tre settimane? Semplice, le rispose il Mahatma,
quelle tre settimane erano occorse anche a lui per
vincere la dipendenza dai dolci.
Tre settimane, il tempo di una (bella) vacanza. Il tempo
per "liberarci" dalle nostre piccole (e comuni) dipendenze
.
Dal tutto e subito, dal guai se non è come dico
io, dal questo quello e pure quell'altro, dal carino, però,
dai se e dal domani farò. Dalla bulimia del viaggiatore e
dall'apatia del bagnasciuga.
Per riscoprire che il vento è cambiato. Fuori e dentro
di noi.

Testo: Elena Parasiliti

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