Christina Herup ha un'idea per cappello. Lo si intuisce entrando nel suo piccolo appartamento nel bel mezzo del quartiere romano di San Lorenzo, che nel corso del tempo ha trasformato in un atelier, composto da una sola macchina da cucire e pieno zeppo di stoffe colorate e di manichini in cartapesta. Appoggiate qua e là, le sue creazioni: copricapi di ogni foggia realizzati a maglia o con abiti usati.
Di origine danese ma trasferitasi a Roma negli anni Ottanta, Christina ha ereditato dalla madre, proprietaria di una fattoria di prodotti biologici, il rispetto per l'ambiente e dalla sorella, tessitrice di arazzi, la passione per la sartoria. Così dieci anni fa ha realizzato da autodidatta il suo primo cappello, ricavato da una gonna acquistata a poche lire sulle bancarelle di Porta Portese, uno dei mercati più famosi e frequentati della città eterna.
"Spendo al massimo un euro a indumento -racconta, mostrando le sue creazioni-, ma faccio un'accurata selezione: vado alla ricerca di tessuti di qualità, soprattutto gonne (sono più facili da lavorare) e camicie, perché mi piace lasciare sul berretto il taschino o il polsino". Le forme particolari e gli abbinamenti cromatici dei suoi cappelli trovano ispirazione nelle moderne riviste di design, ma non disdegnano un richiamo alla tradizione del Nord Europa: "Confeziono anche dei tipici cappellini scandinavi a forma di fragola per i bambini -precisa-: nonostante la crisi, stanno avendo molto successo".
Con il suo banco di berretti, la si può avvistare in molti mercati della capitale, da quelli rionali a quelli dedicati alla manifattura artigianale, come la Bio-domenica all'ex mattatoio a Testaccio. Ma i suoi prodotti, che hanno un prezzo compreso tra i 25 e i 70 euro, si possono acquistare anche nella bottega di gioielli artigianali di Ute Dewald a San Lorenzo, in via dei Campani 17. Per essere certi di incontrarla, è sufficiente scriverle un'e-mail, al suo indirizzo di posta: christinaherup@interfree.it.










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