Critical fashion
Il bottone che fa la differenza
Da un'idea dell'organizzazione "Made-by", un utile strumento per verificare la tracciabilità del capo che indossate e conoscerne la storia.

Il riscaldamento globale non vi fa dormire la notte? Al supermercato setacciate con gli occhi le etichette dei prodotti alla ricerca di sostanze chimiche sospette? Ora, anche per scegliere i vestiti che indossate, c'è qualcosa che può placare la vostra voglia di "fare la cosa giusta".

Un semplice bottone, di colore azzurro, è il "sigillo" ideato dall'organizzazione olandese "Made-by" per garantire la  provenienza "etica" di tessuti e capi d'abbigliamento. L'ennesimo ente certificatore? Non proprio: a ogni capo corredato dal celeste bottoncino è associato un codice che, inserito nel sito, consente di verificare la tracciabilità del capo che si indossa, ricostruendo tutti i passaggi della filiera produttiva, dal negoziante al coltivatore di cotone, ciascuno chiamato a garantire l'adozione di pratiche sociali e ambientali corrette. Nonostante sia quasi sempre impossibile garantire un processo produttivo ecosostenibile al 100 per cento, con questo metodo si può, se non altro, mostrare al mondo i progressi che un marchio, uno stilista, un'azienda stanno facendo in tal senso, rendendo consapevole il consumatore del contenuto etico e sociale del suo acquisto.

Strumento utile per soddisfare la curiosità dei patiti dell'"ambientalmente corretto" ed efficace leva di "marketing verde" per i produttori di abbigliamento, il bottone azzurro è un espediente di cui, per ora, solo poche case di moda sembrano aver capito la potenzialità. A oggi Made-by lavora con una trentina di brand a livello internazionale, attivi nei settori del prêt-à-porter, dello street wear e dell'abbigliamento per l'infanzia tra cui Alchemist, Circle of Trust, Kuyichi e Jackpot.

Quest'ultima marca si può trovare anche in Italia: a Torino (Boutique Acquaviva, via Po 32, tel. 011 - 817.73.56) e a Silandro, un comune in provincia di Bolzano (Mode Former, via Principale 101, tel. 0473 - 730.098). In attesa che i negozi italiani si riempiano di "bottoni azzurri", anche l'Unione europea si sta dimostrando attenta alle esigenze di maggiore trasparenza del mercato: su proposta di un deputato olandese, il 18 maggio Bruxelles ha emanato un regolamento che obbliga a indicare il Paese di provenienza, su tutti i capi d'abbigliamento e gli altri prodotti tessili commercializzati nel Vecchio continente.

TESTO SCRITTO DA TIZIANA TRONCI

Eventi
Rubriche