I jeans fanno parte della nostra quotidianità e sono una delle icone della moda di sempre. Un capo versatile che tutti indossano e hanno indossato: cowboy, ribelli del cinema, hippy, capi di stato, teste coronate e fashion victim di ogni latitudine. Ogni anno nel mondo se ne vendono circa 1,5 miliardi di paia: per questo la corrente di moda ecosostenibile e di consumismo coscienzioso, che spopola in Inghilterra e in America e che lentamente sta affermandosi anche in Italia, non ha potuto ignorarli. Nel mondo sono circa 50 i marchi, da Levi Strauss a Replay, che negli ultimi anni hanno accettato la sfida di proporre sul mercato jeans “eco-responsabili” a un prezzo accessibile.
Pochi sanno, infatti, che la produzione dei jeans è una delle più inquinanti nel settore tessile dell’abbigliamento, perché utilizza molti lavaggi e finissaggi per rendere il tessuto morbido, invecchiato, arricciato, sfumato, come la moda impone. Ma a rendere tanto comodi i jeans è il loro tessuto, il denim: realizzato con ordito e trama di cotone (anticamente l’ordito era in lino), si distingue per robustezza, resistenza e adattabilità. Il colore classico del denim è il blu non regolare, un aspetto che può variare con diversi trattamenti di finissaggio, tra cui lo “stone washed” e il “delavé”.
Alcuni marchi pionieri come Kuyichi, Tierra del forte e Linda Loudermilk hanno trovato soluzioni intelligenti per limitare l’impatto sull’ambiente. Per esempio, vengono eliminati alcuni processi di lavaggio utilizzando meno sostanze chimiche, oppure i lavaggi agli enzimi vengono sostituiti con quelli fatti a base di sapone di Marsiglia. I finissaggi chimici poi possono essere rimpiazzati da trattamenti a mano che utilizzano pietre abrasive e infusioni di fiori e oli essenziali, per dare al tessuto l’aspetto stropicciato e “vissuto”.
Non solo: al posto del cotone convenzionale si sta diffondendo l’uso del cotone organico e anche piccoli dettagli come bottoni e rivetti vengono realizzati in materiali riciclabili, tra cui cocco e pelle vegetale, che sostituiscono metallo e pelle animale. Oltre all’aspetto ambientale, brand come Loomstate ed Edun (linea lanciata nel 2005 dal cantante degli U2, Bono, e dalla moglie Ali Hewson), hanno impostato il loro business sul commercio equo e socialmente responsabile.
TESTO: Tiziana Tronci











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