Avvocati per niente
I diritti non si tagliano
I tagli previsti dalla Finanziaria hanno ridotto le ore di sostegno agli alunni disabili. Ma alcuni genitori non ci stanno, e hanno presentato ricorso.

Era già scritto tutto nella Finanziaria del 2008: le ore di sostegno per gli alunni disabili dovevano essere progressivamente ridotte nell'arco di tre anni. Poi la legge era stata dichiarata in parte incostituzionale, ma i tagli erano proseguiti lo stesso. Così, anche in questo anno scolastico, molti ragazzi si sono visti ridurre, a volte perfino del 50 per cento, le ore di sostegno di cui usufruivano. E pensare che nel 2010 in Italia è entrata in vigore la Convenzione Onu per la tutela delle persone con disabilità.

Per molti studenti, soprattutto quelli più gravi, rimanere senza sostegno significa non poter partecipare alle attività della classe e dunque non poter esercitare il diritto allo studio. Spesso gli stessi insegnanti sono costretti a suggerire ai genitori di "limitare" la presenza del figlio in aula alle sole ore in cui è possibile affiancarlo.
È compatibile tutto questo con i principi del nostro ordinamento? I genitori di alcuni alunni di tre scuole di Milano hanno ritenuto di no e, sostenuti dalla Lega per i diritti delle persone con disabilità (Ledha) e da Avvocati per niente, hanno presentato un ricorso al Tribunale civile in cui sostengono che i tagli sono discriminatori.
Il ricorso è stato accolto: a gennaio il giudice ha ordinato al ministero della Pubblica istruzione di ripristinare quantomeno le medesime ore di cui i ragazzi usufruivano nel precedente anno scolastico. La motivazione della decisione è molto semplice: il divieto di discriminazione verso le persone con disabilità è inciso nelle basi del nostro patto sociale ed è compito dello Stato garantire a tutti i diritti fondamentali.

Testo di: Alberto Guariso

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