Avvocati per niente
L'anello debole degli appalti
Anche il diritto può fare la sua parte per migliorare la vita dei "lavoratori poveri". Ad esempio facendo rispettare la legge 276 del 2003, che richiama gli appaltatori alle loro responsabilità.

In Italia i lavoratori meno qualificati stanno resistendo meglio alla crisi dei colletti bianchi e degli operai specializzati. Il posto lo stanno perdendo soprattutto quest'ultimi. Quando usciremo dalla recessione, il nostro Paese, dove già i salari sono tra i più bassi d'Europa, avrà percentualmente allargato il peso del "lavoro povero", quello in cui si collocano in maggioranza donne e stranieri: pulizie, mense, edilizia di basso livello, servizi alla persona.

Tutto ciò ha conseguenze importanti: aumenta il livello di disuguaglianza e anche l'infelicità delle persone che, alla lunga, vorrebbero trarre dal lavoro non solo un salario dignitoso ma anche un minimo di soddisfazione. Il diritto può comunque fare la sua parte nel migliorare la vita dei "lavoratori poveri".
La legge 276 del 2003, poi precisata e ampliata nel 2008, prevede che l'ente o l'impresa appaltante siano responsabili dei debiti della ditta appaltatrice. E quindi, se l'impresa di pulizie non paga i suoi dipendenti o non applica il contratto di lavoro, ne può rispondere anche l'appaltatore. Sembrava l'uovo di Colombo, utile anche a garantire una corretta concorrenza tra le ditte. Ebbene, non è successo quasi nulla. Non si è creato cioè quel percorso virtuoso che avrebbe dovuto selezionare le imprese sane, cui aggiudicare gli appalti senza correre rischi, da quelle fasulle. I giudici rifilano ogni tanto una stangata a qualche appaltante superficiale (e spesso si tratta di pubbliche amministrazioni!), ma nell'insieme le cose non sono cambiate molto rispetto al passato.

La regola aurea che guida la vita di tante società, infatti, è ancora "profitto subito a tutti i costi e poi si vedrà". Intanto la catena degli appalti continua a mettere insieme anelli via via sempre più deboli, all'ultimo dei quali c'è sempre il lavoratore da 5 euro lordi all'ora, all'ora, tredicesima e ferie incluse.

Testo di Alberto Guariso

 

 

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