I sostenitori del reato di clandestinità erano convinti che avrebbe risolto il problema dell'immigrazione irregolare. L'articolo 10bis, del Testo unico sull'immigrazione, prevede una multa da 5mila e 10mila euro per chi viene fermato senza documenti, che il giudice di pace può sostituire con l'ordine di espulsione.
"Avvocati per niente" ha consultato i giudici di pace di Milano per capire come stia funzionando l'applicazione della nuova norma. Abbiamo scoperto che nel capoluogo lombardo, dal 19 settembre 2009 a fine aprile 2010, sono stati avviati 115 procedimenti penali. Di questi 63 sono stati definiti con sentenza e solo in due casi la condanna pecuniaria e stata sostituita con l'espulsione.
E gli altri? Assolti per le più svariate ragioni: c'era chi aveva una domanda di regolarizzazione pendente, in altri casi il Prefetto ne aveva già ordinato l'espulsione, oppure il reato e stato ritenuto di lieve entità. Il reato di clandestinità, dunque, causerà in un anno, a Milano e provincia, più o meno quattro espulsioni. Agli inventori della norma è infine sfuggito che la sostituzione della condanna con l'espulsione può avvenire solo se lo Stato ha a disposizione i mezzi per eseguirla (un aereo, una nave) e se si e certi dell'identità del soggetto.
Ma se vi fossero questi due requisiti, l'espulsione amministrativa disposta dal Prefetto sarebbe già sufficiente; il problema vero e che non ci sono abbastanza risorse economiche per portare a termine gli espatri. Dunque e confermato: il reato di clandestinità ha permesso a qualcuno di ottenere consenso popolare, ma e inutile e intasa gli uffici giudiziari. (Alberto Guariso)










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