Capita nel nostro Paese che le strane idee degli amministratori locali mettano l’Italia nel mirino della giustizia europea. È quanto sta accadendo grazie alla Provincia di Sondrio, che ha pensato bene di usare la cittadinanza come una spada che divide. È un’idea che va per la maggiore di questi tempi. Di qua i padroni di casa, con i loro diritti; di là gli ospiti che, anche se lavorano e pagano le tasse, non devono chiedere nulla.
La vicenda nasce quando la provincia di Sondrio acquisisce a Milano una decina di appartamenti per metterli a disposizione di alcuni degli studenti pendolari. Questi appartamenti sono una goccia nel mare del bisogno di posti letto e, dunque, bisogna individuare un criterio di selezione. Quale? Il bisogno? Il merito? La precedenza nella domanda? Nulla di tutto questo. Le case andranno solo agli studenti residenti in Valtellina con la cittadinanza italiana.
Sennonché qualcuno non ci sta. Uno studente egiziano, residente a Sondrio quasi dalla nascita, con la pelle un po’ scura e un bell’accento valtellinese, si rivolge all’associazione Avvocati per niente. Nel luglio scorso il Tribunale di Milano decide che la riserva dell’alloggio in favore dei soli cittadini italiani è discriminatoria. La Provincia viene condannata a rifare il bando.
Non solo: su segnalazione di Avvocati per niente si muove anche la Commissione Europea, che nell’ottobre scorso ha inviato una lettera al Governo chiedendo spiegazioni. Si è aperta così una procedura di infrazione contro l’Italia, per non aver impedito gli atti discriminatori della Provincia. Se la risposta non soddisferà i commissari, l’Italia finirà di fronte alla Corte di giustizia dell’Unione Europea. Un bel disastro per chi si vantava di difendere “i nostri ragazzi”.
TESTO DI: ALBERTO GUARISO











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