Loretta Napoleoni
Il terzo mondo d'Europa
TdM n° 035, maggio 2012 / La Grecia è il terzo mondo dell'Europa e la Sanità è lo specchio fedele del suo stato di salute, messo in ginocchio dalle pesantissime manovre di austerità varate per salvare il Paese dalla bancarotta...

La Grecia è il terzo mondo dell'Europa e la Sanità è lo specchio fedele del suo stato di salute, messo in ginocchio dalle pesantissime manovre di austerità varate per salvare il Paese dalla bancarotta. Negli ospedali ellenici, le file per prendere un appuntamento sono interminabili e spesso ci vogliono mesi per vedere qualcuno con indosso il camice bianco, al punto che il governo è arrivato a istituire delle specie di cliniche private
all'interno delle strutture pubbliche, dove dopo le 16 è possibile vedere un medico ospedaliero dietro pagamento.

Il sistema sanitario greco è al collasso perché l'improvvisa povertà che ha colpito la popolazione ha aumentato le malattie, da quelle cardiovascolari -dovute allo stress- a quelle infettive: nel 2011 la domanda per i servizi medico-assistenziali è salita del 24 per cento, mentre dall'inizio del 2012 la spesa sanitaria è stata tagliata del 40 per cento. 

Questa situazione ha fatto sì che, come nei paesi del Terzo mondo, anche in Grecia si inizino a registrare casi di trasmissione da madre a figlio di malattie infettive come l'aids; segno che la prevenzione non esiste più. Il sindacato nazionale degli impiegati ospedalieri fa quello che può, i medici e il personale paramedico non rispettano le direttive del governo, che vieta loro di occuparsi degli extracomunitari e curano chiunque ha bisogno. Ma è ormai chiaro che le strutture sono insufficienti a far fronte a questa gravissima emergenza: ecco perché tornano a diffondersi malattie come malaria e tubercolosi, quest'ultima soprattutto nelle comunità migranti (35 i decessi registrati già nel 2010, ndr).

Di fronte all'implosione dell'economia nazionale, i greci si arrangiano anche con il baratto, che è tornato di moda e coinvolge anche le cure mediche. in rete è nato un sito di scambio simile alle nostre banche del tempo: dai generi alimentari fino alla cura degli anziani e dei bambini, beni e servizi si scambiano usando una moneta elettronica chiamata tems. Per evitare che qualcuno ne approfitti, esiste un limite a quanti tems si possono accumulare (1.200) e a quanti se ne possono prendere in prestito (300).

Il baratto è il primo segno di un'economia che si impoverisce, ma nel caso greco la creazione di questa moneta alternativa sembra essere una risposta creativa e intelligente della popolazione al disastro economico creato dalla classe politica e dalle altrettanto catastrofiche misure di austerità imposte dalla troika composta da Unione europea, Bce e Fondo monetario internazionale.


≈ Loretta Napoleoni, economista e saggista, collabora con Bbc, Cnn, El Pais, Le Monde e The Guardian.
Il suo sito: lorettanapoleoni.com.

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