Loretta Napoleoni
Proteste sotto la neve
Tdm n° 030, Dicembre 2011 / Wall Street è sotto assedio: gli "indignados" hanno contagiato anche l'America e nella seconda metà dell'anno il movimento Occupy Wall Street si è diffuso in tutti gli States...

Wall Street è sotto assedio: gli "indignados" hanno contagiato anche l'America e nella seconda metà dell'anno il movimento Occupy Wall Street si è diffuso in tutti gli States. Poche cifre bastano a spiegare il perché di questa protesta: nei primi tre trimestri del 2010 le otto maggiori banche americane hanno messo da parte 130 miliardi di dollari per i bonus dei loro dipendenti, pari a 121mila dollari a testa. Quattro anni prima, in pieno boom economico, questa cifra era stata più bassa: 113 miliardi di dollari, equivalenti a 114mila dollari per impiegato. Per questo i giovani accampati a Zuccotti park, tra Ground zero e il New York Stock exchange, sede della Borsa, non hanno abbandonato il presidio nemmeno sotto la precoce nevicata di fine ottobre. Vittime della crisi del credito del 2008 e della recessione del 2010, iniziate proprio qui a Manhattan, sono tutti disoccupati o sottooccupati e non guadagneranno mai 100mila dollari l'anno. La loro protesta è pacifica: di fronte alla proibizione di usare i megafoni hanno inventato un passaparola che gira sui telefonini e via web (occupywallst.org). Così, nel giro di pochi giorni, identiche proteste sono sbocciate in tutti gli Stati Uniti, da Los Angeles a Boston, da Chicago a Miami. Lo stesso presidente Obama, durante una conferenza stampa alla Casa Bianca, ha duramente criticato le banche e ha ammesso che dietro le proteste di piazza c'è l'insoddisfazione nei confronti dell'economia. Ma il suo populismo elettorale, in vista delle presidenziali 2012, non fa presa sugli indignati americani. A monte della crisi e della paura di scivolare in una depressione simile a quella del 1929 c'è un malessere globale che nasce dalle grandi diseguaglianze createsi nell'era della globalizzazione. Da un'indagine di Bloomberg, l'azienda di servizi finanziari fondata dall'attuale sindaco della Grande mela, emerge che un trader petrolifero con esperienza decennale guadagna un milione di dollari l'anno, mentre un neurochirurgo con la stessa esperienza lavorativa porta a casa 600mila dollari. I banchieri che gestiscono le operazioni di merger & acquisition, le acquisizioni e fusioni di imprese, guadagnano circa 2 milioni l'anno, 10 volte lo stipendio di chi fa ricerca sul cancro. Quello che i manifestanti non perdonano ai politici è non aver fatto nulla per garantire un'equa distribuzione della ricchezza. Un sentimento di sfiducia che, grazie alla globalizzazione, si sta diffondendo in tutto il mondo.

 

 

Loretta Napoleoni, economista e saggista, collabora con Bbc, Cnn, El Pais, Le Monde e The Guardian. Il suo sito: lorettanapoleoni.com.

 

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