Loretta Napoleoni
La medicina del capitalismo
Tra eBay e Swaptree, un viaggio alla scoperta della generazione millennium, protagonista dell'economia partecipativa.

Grazie a internet è in atto una vera rivoluzione: all'interno di comunità virtuali come eBay e Swaptree, la gente si scambia di tutto, dall'iPad alla bicicletta, dal trapano al divano letto. I postulati di questo nuovo fenomeno, chiamato economia partecipativa, nascono dall'interscambio della generazione millennium, nata a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta, la prima a voltare le spalle all'individualismo neo-liberista dei baby boomers. I millennium, infatti, sono giovani sui generis: esclusi da un sistema produttivo che ha trasferito gran parte della produzione in Asia e concentrato il consumo in Occidente, hanno un comportamento economico intriso di spontaneità, improvvisazione e fiducia nel prossimo, lontano dall'egoismo, dal bisogno di possesso e dall'individualismo dei loro genitori.

Non sorprende quindi che le parole chiave della nuova dottrina economica siano condivisione, partecipazione e niente sprechi, principi che trovano spazio nei blog, nei social network e nelle altre mille applicazioni del web 2.0. Vuoi viaggiare ma non hai molti soldi? Registrati al couchsurfing e gira il mondo dormendo sul divano di giovani come te. Hai bisogno di qualcuno che ti faccia un sito web ma non puoi pagarlo? Entra a far parte di una banca del tempo e offrigli in cambio qualcosa che sai fare tu, secondo un principio di condivisione tramandato dalle comunità cristiane e di altre religioni.

Altro postulato dell'economia partecipativa è il superamento del possesso, che proprio grazie alla tecnologia ha sempre meno senso. Piattaforme come iTunes e Spotify, jukebox del XXI secolo con milioni e milioni di canzoni, fanno scaricare di tutto senza dover acquistare un solo cd. "Un prodotto costoso e ormai superfluo, dal momento che ciò che vogliamo è solo la musica" dice Rachel Botsman, guru del consumo partecipativo e autrice, con Roo Rogers, di What's mine is yours, bibbia concettuale della nuova economia.

Non solo: la collaborazione tra consumatori è un ombrello che protegge dalle intemperie economiche. Così, nel profilo Facebook di What's mine is yours abbondano i ringraziamenti dei disoccupati, vittime del crollo economico del 2008. Tra loro c'è chi ha trasformato la propria casa in un bed and breakfast per coppie in luna di miele e chi affitta parte del proprio giardino ad appassionati giardinieri senza terra. Il consumatore diventa produttore, facendo girare l'economia. Solo una moda? Staremo a vedere, ma per ora sembra la medicina giusta per rivoluzionare il capitalismo del ricco Occidente.

Testo di Loretta Napoleoni

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