Loretta Napoleoni
I narco-guerrieri afghani
È sbagliato considerare i talebani un esercito di straccioni e terroristi. Per Loretta Napoleoni siamo di fronte a un nemico nuovo, che si è arricchito entrando a far parte dell'industria della droga.

Il Presidente Obama ha inviato altri 33mila soldati in Afghanistan, basteranno per vincere la guerra? In Afghanistan, come in Colombia, si rischia di perdere la guerra per mancanza di tattiche giuste, strategie ad hoc contro un nemico, i talebani, che si alimenta proprio attraverso le nostre debolezze: il consumo della droga

L’industria dell’eroina nel mondo genera 65 miliardi di dollari l’anno, equivalente a 4mila tonnellate di oppio, di cui quasi il 60 per cento viene consumato in Europa e negli Stati Uniti. L’Afghanistan soddisfa il 90 per cento di questa domanda. Le forze dell’ordine afghane intercettano ogni anno un modesto due per cento del contrabbando. 

È sbagliato considerare i talebani un esercito di straccioni e terroristi, a otto anni dalla loro sconfitta ci troviamo di fronte a un nuovo nemico, che si è arricchito entrando a far parte dell’industria della droga, alla quale è intimamente legato. 

“Conosci il tuo nemico”, diceva Von Clausewitz. Le metamorfosi dei talebani hanno modificato il significato della guerra. Il vero pericolo per l’Occidente non è tanto che al Qaeda torni ad addestrarsi in Afghanistan. Piuttosto c’è da temere il consolidamento dell’autorità dei talebani in un narco-stato, un fenomeno che farebbe gravitare la produzione ed esportazione di oppio con conseguenze disastrose a casa nostra. Il crimine organizzato non aspetta altro per vendere eroina e meta-anfetamina a prezzi stracciati in ogni angolo delle metropoli occidentali. 

Oggi i seguaci del mullah Omar non combattono per proteggere al Qaeda, ma per difendere la fonte della loro improvvisa ricchezza. Un rapporto segreto prodotto dal Pentagono e citato dal Washington Post la scorsa estate, sostiene che i talebani percepiscano una percentuale su tutte le fasi di produzione della droga, dalla semina fino all’esportazione di eroina. Impongono tasse persino sull’importazione degli agenti chimici richiesti per trasformare l’oppio in eroina. Lo fanno perché in realtà sono loro che hanno creato le condizioni affinché quest’industria si sviluppasse. E i coltivatori, i signori della droga e tutta la nebulosa criminale che vive del narcotraffico ne sono perfettamente coscienti e gliene sono grati. Nessuno si sognerebbe di non pagare.

Questo lo scenario creato dall’industria dell’eroina in Afghanistan. Per sradicare i narco-guerrieri afghani non bastano gli eserciti, ci vuole una strategia mondiale per recidere l’alleanza tra terrore e crimine, un legame che anche a casa nostra si chiama droga.

Eventi
Rubriche