Ulderico Pesce
La cava della vergogna
Un'area crivellata di cave: tolta la pregiata pietra lavica vengono riempiti di monnezza. E' lo scenario di Cava Vitiello, devastato dall'eterna emergenza rifiuti napoletana.

Alle pendici del Vesuvio, con tutta la sua bellezza, c'è Terzigno, comune di 17mila abitanti con un centro storico antico che resiste, nonostante il massacro edilizio a cui è stato sottoposto per la mancanza di un piano regolatore. Terzigno, che si trova a sette chilometri da Pompei, è stato più volte sepolto dalla lava del vulcano, col tempo diventata una pietra meravigliosa, ideale per essere "cavata" e venduta. Ma a forza di scavare, sono rimaste delle buche enormi. Una di queste, profonda 300 metri e con un diametro di altri 300, è diventata la discarica di rifiuti "cava Sari", dove in più di quarant'anni è stata accumulata così tanta monnezza che la voragine è quasi piena fino all'orlo. Con una puzza indescrivibile.

L'area circostante, circa quattrocento ettari, è conosciuta come "cava Vitiello", dal nome della famiglia proprietaria di questa porzione del Parco del Vesuvio, uno dei posti più belli al mondo, oggi sfigurato dalle buche per l'estrazione della pietra lavica. Ed è proprio qui che il governo Berlusconi pensa di spedire la monnezza di Napoli, tornata a troneggiare ai bordi delle strade. Non bastava la ferita di cava Sari, ora si vuole "uccidere" tutta l'area.

I cittadini insorgono, bloccano strade e vicoli, bruciano i camion all'ingresso della discarica. Dopo due settimane di scontri, Palazzo Chigi cambia idea: non userà tutta l'area, ma soltanto cava Sari. E i cittadini di Terzigno tornano felici nelle loro case, fregandosene dell'olezzo. Il cattivo odore, però, non è l'unico problema: la cosa più allarmante è che le falde acquifere sono contaminate da nichel, ferro, policlorobifenili (composti organici tossici come la diossina) e altri veleni. Qualche settimana fa la polizia ha fermato un camion pieno di rifiuti radioattivi. Inutile dirvi la percentuale di mortalità tumorale dell'area.

Nonostante questo, convinti di aver ottenuto una vittoria, gli abitanti del paese si sono piazzati di nuovo davanti alle loro televisioni per guardare il "Grande fratello", "Uomini e donne", mignotte di un tempo, escort di oggi e veline che abbondano su tutti i canali alla faccia del reato contro l'ambiente, che ancora oggi attende di essere inserito nel codice penale italiano. Per colmare questo vergognoso buco normativo, firmate la petizione sul mio sito

 

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