Ulderico Pesce
Divieto di critica
Ulderico porta in scena il motorino elettrico del direttore del teatro Duse di Bologna. E succede il finimondo....

Da 15 anni giro l'Italia con i miei lavori: ho recitato in piccoli teatri, grandi spazi all'aperto, centri sociali, sagre di paese. Un po' di tutto, dunque. Qualche tempo fa, l'Ente teatrale italiano (Eti) mi comunica che sono stato inserito nella stagione teatrale del Duse di Bologna: dalla felicità ho rischiato l'infarto. Un teatro prestigioso con circa mille posti a sedere, un pubblico abituato a grandi attori, scene imponenti, disegni luce da brivido. Io mi presentavo da solo, con un contrabbassista, un tecnico, una pentola di mia nonna e sette proiettori: sarei stato all'altezza del luogo, per giunta con uno spettacolo in cui siparlava di scorie atomiche?

Il teatro ci mette a disposizione un appartamento e al nostro arrivo in camerino ci accolgono i dolci di una pasticceria bolognese. L'ufficio stampa mi porta i giornali locali che con grandi articoli annunciano il mio spettacolo. Sono felice perché vedo che la fatica e i sacrifici di una vita vengono ripagati con attenzione, dignità, rispetto. Esco a prendere un po' d'aria e all'ingresso vedo un tipo alto e magro che arriva su un due ruote che non fa rumore e non puzza. È un motorino elettrico e in sella c'è Marco, il direttore del Teatro Duse. Mi dice che con 40 euro di corrente riesce a percorrere 10mila chilometri, senza inquinare. Ha solo un rammarico, che il Governo non abbia compreso anche i mezzi elettrici negli incentivi alla rottamazione. "Attento a come parli, direttore, che ti chiudono il teatro e ti ritrovi a vendere motorini elettrici!", scherzo.

Il direttore non ha cambiato mestiere, almeno non mi risulta, ma il Teatro Duse, come altri importanti teatri italiani, rischia di chiudere. Una sera ho portato sul palco il motorino elettrico di Marco per farlo vedere al pubblico. Di fronte a una platea stupita, ho raccontato che la ditta di Padova che lo produce vende i motorini in Svizzera, Belgio, Danimarca ma che in Italia non ha mercato perché chi governa vuole che si usi la benzina. Al termine dello spettacolo, mi si avvicina Maria Grazia, responsabile dei rapporti con il pubblico. Con i suoi occhioni azzurri mi dice che non bisogna parlare male di chi governa: potrebbero esserci conseguenze. Cari amici di Bologna, vi scrivo per farvi le mie scuse: il Governo ha soppresso l'Eti e forse il Teatro Valle a Roma, il Pergola a Firenze e il vostro Duse verranno chiusi. La colpa è solo mia che ho portato in scena il motorino elettrico del direttore.

Eventi
Rubriche