Ulderico Pesce
Il tapiro nucleare
Ma il nucleare, in Italia, è veramente finito dopo il referendum del 1987? La risposta è no: sono rimaste le scorie e tante piccole centrali.

A volte ritornano. Succede con i vecchi democristiani e potrebbe capitare anche per il nucleare, malgrado gli italiani abbiano detto "no" a questa fonte energetica con il referendum del 1987. Non ci resta che opporci a questa possibilità. Nel frattempo, una domanda mi assilla: in Italia il nucleare è veramente finito?
La risposta è no. Perché le barre di uranio dismesse dai reattori spenti 23 anni fa, che emaneranno radiazioni per altri 150mila anni, sono conservate in malo modo nelle piscine degli impianti di stoccaggio. Vasche che, letteralmente, fanno acqua da tutte le parti. 

A Saluggia, in provincia di Vercelli, 53 barre sono conservate in una vasca a 50 metri dalla Dora Baltea. E ce ne sono altre 64 conservate nel deposito nucleare di Rotondella (Mt), a pochi passi dal fiume Sinni. Penso poi alle 200 tonnellate di uranio che giacciono nelle vasche della centrale di Caorso (Pc) in riva al Po e al materiale radioattivo conservato a Latina, nel Garigliano, alla Casaccia di Roma. Senza dimenticare i liquidi radioattivi che vengono quotidianamente gettati nel mar Jonio, nel torrente Arrone, nel Po, nella Dora Baltea. Sul mio sito (nella sezione video denunce, ndr) è possibile firmare una petizione per chiedere che questi liquidi non vengano dispersi nei fiumi.

Barre vecchie, che ci dovremo sciroppare per millenni. E come se non bastasse, dopo il referendum del 1987, si è continuato a produrre barre di uranio per i piccoli reattori ancora in funzione in alcune università. Nel laboratorio di Montecuccolino, Bologna, il reattore RB3 produce che è una meraviglia: undici barre che, secondo il giudice Nicola Maria Pace,  si troverebbero nel deposito di Rotondella. Chi e quando le ha trasportate? E in che modo?
In giro per l'Italia ci sono altri reattori dai nomi simpatici: Triga e Tapiro a Roma; Essor e Ispra 1 a Varese; il Cesnef a Milano; mentre a Pavia ci sono il Lena e il reattore del centro Cisam che, pare, non abbia ancora un nome.

 

 

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