Ulderico Pesce
Un uomo di parola
Ha smaltito la "monnezza" campana quasi gratis, ha risollevato la Fiat facendosi dare i soldi dal governo italiano. Non compare mai in tivù o sui giornali, ma solo nelle buie stanze dove si decidono le gare d'appalto.

A Sesto San Giovanni, alle porte di Milano, nell’area dove sorgevano la Breda, la Falk e la Magneti Marelli con il loro carico giornaliero di fibre di amianto, sorge una delle sedi della Impregilo. Ogni volta che passo sotto questo grande palazzo mi chiedo se, prima di costruirlo, il terreno sia stato bonificato, ma poi, pensando alla “nota” serietà di questa azienda, mi rassereno. 

La Impregilo ha dato prova di saper lavorare bene già nel 1998 quando ha vinto la gara d’appalto per gestire i rifiuti urbani in tutta la regione Campania. Al vertice dell’azienda allora c’era Cesare Romiti che riuscì a sbaragliare con la sua offerta anche il gruppo Enel. Il nostro uomo avrebbe infatti smaltito la “monnezza” quasi gratis: solo per il suo buon cuore. Con la promessa che non sarebbe rimasto un solo sacchetto di plastica in tutta la Campania. 

E così è stato: Romiti è un uomo di parola. Come avevano intuito i presidenti della Regione Campania: da Antonio Rastrelli (centrodestra) a Antonio Bassolino (centrosinistra) che avevano puntato tutto sull’Impregilo, nonostante la ditta non avesse alcuna esperienza nella produzione di compost.

Del resto Cesare Romiti aveva lasciato ottimi ricordi anche agli operai della Fiat. Prima, infatti, si era fatto dare un sacco di soldi a fondo perduto dal governo italiano per risollevare la Fiat dalla crisi poi, dopo aver promesso di incrementare la produzione, aveva investito il denaro in altri settori, tra cui il turismo e la carta stampata. Secondo un piano strategico: se un settore fosse andato male, si sarebbe rifatto con un altro. Tutto ciò, come sempre, a spese degli italiani. 

Il nostro Romiti non compare mai in tivù o sui giornali, ma solo nelle buie stanze dove si decidono le gare d’appalto. Anche quella per la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina, di cui Impregilo si è aggiudicata l’incarico. Costo presunto 6 miliardi di euro, e i soldi della progettazione sono già stati versati. Un genio. 

Nel contratto è prevista addirittura una penale. Se il ponte non dovesse essere costruito, il governo in carica dovrà comunque versare il 10 per cento della somma pattuita per la realizzazione. E meno male che i rifiuti in Campania Cesare Romiti li aveva gestiti bene, altrimenti sarebbero potuti finire “illegalmente” tra i pilastri del ponte. Ironia d’artista: uno scherzo. Già, perché il nostro uomo non fa cose illegali. Agisce solo secondo la legge.

Eventi
Rubriche