La sera del 18 giugno scorso, prima che il Pacchetto sicurezza diventi legge dello Stato, mi trovo a Roma, vicino al Colosseo. Mi fermo in uno dei ristoranti a cenare. Tavolini all’aperto, una porta a vetri attraverso cui si vedono tre giovani cuochi ai fornelli e, sulla parete, una televisione. Si avvicina un cameriere dai tratti egiziani, ma con un marcato accento romano: mentre ordino spaghetti alle vongole, un altro cameriere, anch’esso egiziano, accende la tivù e la sintonizza sulla partita Italia - Egitto.
Dopo qualche minuto, dalla cucina, escono a turno i cuochi, anche loro egiziani, per gettare un’occhiata allo schermo. La partita è parecchio noiosa e non vedo l’ora di avere le mie vongole. L’Egitto gioca meglio. Sul marciapiede passano soprattutto extracomunitari, qualche italiano a testa bassa e qualche venditore di rose.
Segna l’Egitto, e un urlo esplode nella cucina del ristorante di specialità italiane gestito da egiziani. Un africano di passaggio, con strani stambecchi in legno, si ferma, guarda la scena e mi sorride, per sfottermi.
L’Italia è all’attacco, Vincenzo Iaquinta si avvicina alla porta avversaria e tira la palla contro il portiere. La para, e in cucina applaudono per l’azione. Intanto le vongole non arrivano. Egitto in contropiede, i cuochi fuori dalla porta. Tra i tavoli arriva un romeno con la sua fisarmonica: si siede e i camerieri gli offrono da bere. Ho un sussulto di invidia e spero tanto che quel Pacchetto sicurezza del Governo Berlusconi venga approvato al più presto.
Ecco le vongole: buonissime, come fatte a Napoli. Poi arriva il secondo: strepitoso. Compro persino una rosa. Finisce la partita: Egitto - Italia 1 a 0. Il romeno si alza con “funiculìfuniculà”, ma gli chiedo di suonare una musica della sua terra. Non ci sono Forze dell’ordine intorno, prende fiato e attacca. Gli egiziani si girano ad ascoltarlo. Gli porgo un euro: “La musica della mia terra non la faccio pagare”, dice e va via a mani vuote.
“Mi spiace per l’Italia, io mi sento italiano” mi consola il cameriere. Gli rispondo: “Amico mio, io mi sento egiziano. Sono nato in Basilicata e per raggiungere l’Egitto ci metto sei ore, mentre per salire a Roma, grazie alla Salerno - Reggio Calabria, ne impiego il doppio. L’Egitto è più vicino”.
E quanto è più vicino il Nord Africa ora che il Pacchetto sicurezza è legge dello Stato? Ora che la Bossi - Fini sembra una legge moderata?























