Qualche giorno fa ero a Roma, sotto il ministero dello Sviluppo economico, con una delegazione degli operai esposti all’amianto di tutta Italia. Eravamo lì a manifestare per chiedere di sbloccare i 50 milioni di euro stanziati dal governo Prodi con la Finanziaria 2008 per aiutare le famiglie dei lavoratori che, per anni, sono stati a contatto con l’amianto, come quelli della Eternit, della Pirelli, della Breda, della Falck.
La “fibra killer” è 3.500 volte più piccola di un capello e quindi in grado di infilarsi facilmente nei polmoni dove produce un cancro letale, chiamato mesotelioma. In Italia l’utilizzo di questo materiale è stato vietato solo nel 1992 quando invece, in America, già dal 1898 si conosceva la sua pericolosità. I politici di oggi, come quelli precedenti, se ne fregano altamente, dal momento che il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ha detto che il problema dello sblocco dei 50 milioni di euro riguarda il suo collega Giulio Tremonti, titolare del ministero dell’Economia. I politici si rimpallano, il problema non si affronta e gli operai continuano a morire nella solitudine (2.889 deceduti dal 1983 a oggi, con 1.350 nuove diagnosi di malattia ogni anno), spesso senza neppure i soldi per comprare le medicine per alleviare la sofferenza.
Alla fine della manifestazione, ci siamo riuniti in una sala del Senato con tre senatori del Partito democratico: Felice Casson, ex giudice che molto ha fatto in difesa degli operai esposti all’amianto, Maria Antezza e Carlo Chiurazzi, eletti in Val Basento (Mt), dove i sacchi contaminati sono ai bordi della Basentana, una delle arterie stradali più importanti della Basilicata. Con loro abbiamo studiato una strategia da seguire affinché il governo sblocchi il fondo ed emani un Decreto legge che possa indicare le linee guida per la sua gestione. La delegazione si riunisce dal 6 all’8 novembre a Torino, per la seconda conferenza nazionale non governativa “Amianto e giustizia”. Vi invito a seguirne il lavori sul mio sito, con l’augurio che lo Stato risponda presto agli operai











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