Una scuola di giornalismo fuori dai soliti schemi: per la prima volta infatti, dei giornalisti sono andati “a lezione” in carcere. È successo di recente, a Padova, dove la redazione di Ristretti Orizzonti, in collaborazione con l’Ordine dei giornalisti del Veneto, ha organizzato un seminario di aggiornamento professionale riservato agli operatori dell’informazione.
Più di cinquanta persone hanno varcato i cancelli del “Due Palazzi” per approfondire, con docenti d’eccezione, i temi della giustizia e del carcere, con particolare attenzione agli aspetti relativi all’esecuzione della pena. L’obiettivo di questa giornata di studio e di approfondimento era quello di fornire ai giornalisti alcuni strumenti utili a garantire una corretta informazione su questioni scottanti che hanno a che fare con la cronaca nera e giudiziaria.
A fornire loro questi strumenti sono stati prima di tutto i detenuti, attraverso le loro testimonianze, seguite dalle relazioni di figure professionali esperte di questo mondo: magistrati di sorveglianza, un avvocato dello Sportello di orientamento giuridico che opera in carcere e Giovanni Torrente, docente universitario di Torino autore di un’importante ricerca che ha smontato tante informazioni “terroristiche” sull’indulto.
Si è parlato poi della legge Gozzini, delle misure alternative alla detenzione e dei casi in cui possono essere accordate, della certezza della pena, che c’è e la si sconta. Il vero problema è che spesso arriva a molti anni di distanza da quando il reato è stato commesso.
I temi legati all’esecuzione della pena però sono complessi. Persino gli avvocati faticano a districarsi in questo groviglio. Dunque, solo una chiara comprensione delle leggi e dei meccanismi con cui si applicano può far sì che le cronache giornalistiche non si trasformino in cattiva informazione che può disorientare l’opinione pubblica.
Questo seminario vuole essere il punto di partenza per una collaborazione costruttiva tra chi fa informazione direttamente dal carcere e chi la fa all’esterno: la proposta di Ristretti Orizzonti è di estendere questa esperienza all’Ordine dei giornalisti di altre regioni e ad altre redazioni di giornali dal carcere, e soprattutto di renderla, dove possibile, “permanente”. Che il carcere possa diventare, cioè, una tappa importante della formazione dei giornalisti.
È già stato messo in calendario un secondo appuntamento, previsto per la primavera del 2010. Per conoscere le date esatte, non perdetevi i prossimi numeri di Terre di mezzo - street magazine.











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