Perquisizione (per-qui-si-zi--ne), s.f.
Dal latino, "cercare con cura", "fino in fondo". In carcere può essere personale o della cella. Viene fatta di ritorno da ogni colloquio coi familiari e nei momenti stabiliti dalla custodia.
Il significato della parola è chiaro a tutti. Quello che risulta poco chiaro qui in carcere è la ratio che giustifica la perquisa. Tante volte viene fatta ripetutamente, a distanza di pochi giorni, nelle stesse celle, magari occupate da detenuti che non hanno mai dato adito a sospetti. A volte si risolve con un'occhiata fugace negli armadietti, a volte sembra che passi l'uragano Katrina. Poche volte dà risultati positivi (ritrovamento di oggetti non consentiti).
Il gioco, a mio avviso, non vale la candela. Alla fine, comunque, è una grande rottura visto che viene effettuata sempre alla mattina molto presto.
Stefano, 43 anni, Italia










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