Battitura (bat-ti-tù-ra), s.f.
In campagna è sinonimo di trebbiatura, in ufficio di un testo scritto con la macchina per scrivere. E in galera? Una pratica anti-evasione.
La battitura è uno dei compiti degli agenti di custodia che più volte al giorno -all’ora del cambio di guardia- entrano in cella e con una spranga di ferro battono sulle inferiate e sulla retina metallica della finestra. Io la percepisco come un’intrusione, perché il rumore interrompe qualsiasi attività, anche le rare chiacchierate con il compagno di cella. È davvero una forma di violenza. Al mattino molti di noi vengono svegliati così.
Ugo, 50 anni, Italia
Un anno fa nel carcere di Piacenza la facevano tre volte al giorno, adesso solo due: alle 8 di mattina e la sera dopo le 20,30. La battitura serve per contare i detenuti e per controllare che nessuno abbia tagliato le sbarre delle finestre.
Eduart, 25 anni, Albania










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