Liberante (li – be – ran - te), s.m.
Preziosismo latino che indica il detenuto che sta per uscire. Nelle sezioni penali, dove si scontano le condanne più lunghe, anche i detenuti cui mancano pochi anni sono considerati “liberanti”.
Penso che l’emozione che provoca questa parola in un detenuto non possa essere spiegata. È come un muto che riacquista la parola o un paralitico che ricomincia a camminare.
Stefano, 40 anni, Italia
È la parola che aspetti di sentire per dare inizio di nuovo a tutte quelle promesse che hai fatto a te stesso per mettere ordine nella tua vita.
Sambo, 34 anni, Repubblica Domenicana
Forse la parola più importante del dizionario carcerario. Chi l’ha sentita può inserirla tra le emozioni più forti della propria vita.
Alex, 28 anni, Italia











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