"La bicicletta è un prodigio meccanico che fa miracoli psicologici e fisici. Guarisce l'anima, il cervello e il corpo delle persone". Ne è sicuro Paolo Tagliacarne, classe 1955, una laurea in marketing alla Bocconi di Milano, conseguita (era il 1980) con una tesi sul risparmio di energia. Talmente sicuro che nel gennaio 2009 ha lasciato la Slalom, agenzia di comunicazione specializzata nello sport, per dedicarsi esclusivamente alla sua passione. "Ho iniziato a sognare di poter vivere di bicicletta una decina di anni fa e sono arrivato a mollare il mio lavoro, dopo 26 anni e con un forte livello d'incoscienza, per provare a comunicare attraverso la bicicletta e l'associazione sportiva Turbolento (creata nel 1995). Vivendo, insomma, di bicicletta".
Per Vittorio Anastasia, 48 anni, l'interesse per le due ruote si è tramutato, da tempo, in una professione: quella dell'editore. Un po' per caso. Nel 1990 la cooperativa editoriale Ediciclo, che aveva fondato nel 1987 con altri amici appassionati di salite e passi montani, ha avuto bisogno di qualcuno che se ne occupasse con continuità. "Ero l'unico a non avere un lavoro fisso e così mi sono ritrovato amministratore. Il mio amore per la bici, grande metafora di libertà e di volontà di scoperta, è diventato un impegno quotidiano". Che oggi trova espressione negli oltre 200 titoli in catalogo della casa editrice di Portogruaro, l'unica in Italia che tratta, in una dozzina di collane, diversi temi tutti collegati all'arte del pedalare.
"La bicicletta è un contagio positivo perché è molto aggregante: è fonte di amicizia e ti mette in uno stato di solitudine meditativa socializzante" si entusiasma Paolo, fra le bici in vendita e in riparazione al Velostore, il negozio dell'amico Stefano Bianchini, di fronte al liceo Parini di Milano. "Sulla bici sei solo, sei tu che la fai avanzare, ma spesso e volentieri ci vai con gli amici, chiacchieri, discuti e anche lavori. I manager non s'incontrano soltanto sui campi di golf: la Maratona delle Dolomiti è diventata un appuntamento per molti di loro. Perchè la fatica fisica dell'andare in bici è rilassante, appaga lo spirito e avvicina alla saggezza".
Fra gli obiettivi di Turbolento (che si definisce uno stile di sport e di vita più che un veloclub) c'è la valorizzazione delle strade zitte -stradine, viottoli di campagna a basso tenore di traffico- dove il silenzio lascia spazio al rumore dei propri pensieri. Dal sito turbolento.net si possono scaricare 140 itinerari, come il percorso Milano - Venezia, che si snoda per 403 chilometri, in gran parte lungo l'argine del Po. "Attraverso la bicicletta vogliamo puntare alla valorizzazione del territorio, messaggio difficile da far capire perché il turismo è purtroppo appannaggio politico".
Paolo è convinto che la bicicletta stia vivendo un periodo di grande popolarità (non fra i liceali del Parini che affollano la via con i loro motorini, ndr). All'Eurobike di Friedrichshafen, la più importante fiera di settore europea, all'inizio di settembre erano presenti 41.482 operatori di 102 paesi. "Quest'anno ho visto cinque stand di 100 metri quadrati solo di sistemi illuminanti per bici. Una decina di anni fa chi produceva fanalini occupava un angolino di pochi metri -ricorda-. A Milano è sotto gli occhi di tutti la costante crescita dei ciclisti: al ritorno dalle vacanze ci sono parecchi milanesi in più che pedalano", prosegue Paolo, che è anche consigliere, con delega ai rapporti istituzionali, del comitato provinciale milanese della Federazione ciclistica italiana, 220 associazioni affiliate. Fra i progetti futuri di Turbolento ci sono la creazione di city link fra capoluoghi di provincia attraverso strade secondarie e tranquille, e lo sviluppo del cicloturismo, sull'esempio dell'inglese Backroads.
"Abbiamo creato una collana di cicloguide, ma il turismo su due ruote fatica ad affermarsi in Italia" concorda, a distanza, Vittorio Anastasia: "Ci sarebbe bisogno di più attenzione da parte di chi gestisce le politiche sul territorio. Per esempio con la creazione d'infrastrutture, anche minime, che permettano di spostarsi in bicicletta con tranquillità perché sul percorso s'incontrano bici grill, punti sosta con informazioni e possibilità di riparare il mezzo". L'amministratore unico di Ediciclo ha iniziato, a 14 anni, pedalando al seguito del fratello maggiore sul passo di Tanamea. Ha proseguito scalando con gli amici i colli del Tour de France: Galibier, Tourmalet, Aspin, Mont Ventoux. "Adesso mi faccio raccontare le avventure in bici dagli autori della casa editrice come Emilio Rigatti o Claude Marthaler, che ha girato il mondo in sella per sette anni".
Il futuro della bici è ampio, vasto, senza confini. Così lo vede, da Portogruaro, Vittorio. Ma aggiunge: "Per lo sviluppo della mobilità su due ruote ci sarebbe bisogno di un coordinamento nazionale, una struttura centrale che elaborasse un piano al quale le realtà locali dovrebbero adeguarsi. Per ora in Italia esiste l'anarchia delle varie amministrazioni. Un esempio: la regione Trentino ha realizzato la bella pista ciclabile del Brenta che segue il percorso del fiume. Poco prima di Bassano, al confine con il Veneto, la pista però si blocca nel nulla all'altezza del comune di Valstagna. Il turista deve inventarsi un proprio percorso se vuole arrivare a Venezia".
Vittorio e la sua piccola eチLquipe di collaboratori (fra cui Francesco Tullio Altan per i disegni di copertina) sono fiduciosi: "Crediamo che il pubblicare libri come i nostri contribuisca a diffondere l'idea di una maggiore attenzione all'ambiente e a se stessi. Leggendo il Minima pedalia di Rigatti qualcuno si è convinto a utilizzare la bici per andare al lavoro -conclude-. Il buon ciclista non demorde, in salita sa dosare le proprie forze per arrivare in cima. Andare in bici aiuta a conoscere se stessi, a non temere le difficoltà, a saperle superare".
Testo di Anna Jannello
Vittorio Anastasia
Direttore di Ediciclo, ha iniziato scalando lo Stelvio e pubblicando nel 1987 "Salite del Triveneto". In oltre vent'anni ha pubblicato 200 titoli (le ultime uscite: "La mia prima bicicletta" e "Se la scuola avesse due ruote" di Emilio Rigatti) e dato vita a Ciclomundi, festival del viaggio in bicicletta. In bici Vittorio va d'estate, con i figli Giacomo e Fabrice.
Paolo Tagliacarne
Milanese, nato a Napoli, una laurea in Economia, ha scelto di "vivere di bicicletta". Presidente dell'associazione Turbolento, di cui gestisce il sito (turbolento.net) e il blog Bar Sport, è consigliere provinciale di Federciclismo. Ha tre figli, quattro bici in cortile ("la disperazione del portiere") e lavora al progetto Think bike, think green sulla sostenibilità.










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