La follia è donna, l'indecisione pure. Ma, su un punto, nessuna manca all'appello: l'amore bisogna conquistarselo e tenerselo stretto. È solo una questione di ruoli da giocare: o sposa o amante. Come perseguire l'obiettivo, ce lo dicono due scrittrici che di donne (e di uomini) se ne intendono.
Prendete Ghada Abdel Aal, 30 anni, farmacista egiziana. Sul suo blog, wanna-b-a-bride.blogspot.com -che ha ispirato una serie tivù presto sulle emittenti arabe-, si inventa il personaggio di Bride (sposa in inglese, ndr) e racconta le avventure amorose sue e delle sue amiche, con corredo di personaggi assurdi e situazioni imbarazzanti: dalla tremenda zia Ficcanaso al potenziale fidanzato attratto più dalla partita di calcio che dalla futura sposa, fino al "bello e possibile" che poi si scopre essere un ladro.
Ghada ci mette tutto l'humour del Mediterraneo ma snocciola come perle una serie di angosciose domande sul tema: perché sposarsi, come e dove trovare marito, perché gli uomini di oggi non vogliono il matrimonio e la maggior parte di loro non vorrebbero una come me in moglie, è meglio rimanere zitella per tutta la vita o sopportare un marito con prole per l'eternità?
Questioni di donne su cui, però, si regge un'intera società. Che, nel caso specifico, non è così tenera con il "sesso debole": "In Egitto è come se tutta la società complottasse contro di te: devi sposarti, non hai scelta -spiega la blogger-. Esisti solo in quanto articolo da matrimonio e fino a quando hai un'età da marito. Altrimenti, sei finita".
A quella soglia fatidica Ghada, che non ama essere definita la "Bridget Jones" del mondo arabo, è già arrivata e si è imposta una mission: "Vorrei infrangere questo tabù: non mi vergogno di dire che ho 30 anni -prosegue-. Ma molte ragazze hanno paura e allungano il loro 29mo compleanno per almeno un paio d'anni, in modo da non perdere delle chance".
C'è chi il problema lo risolve alla radice, ma si tratta di una società diversa dove le donne possono scegliere e la riprovazione sociale diventa un fatto (più o meno) superato. Martina Rellin, giornalista tedesca, nei suoi libri ha intervistato centinaia di europee: "Nessuna, che sia casalinga o appena sposata, desidera un'amante o sogna di diventarlo. Le donne da amante di solito hanno un lavoro di cui sono soddisfatte, guadagnano abbastanza da essere economicamente indipendenti e hanno tra i 35 e i 40 anni". L'età "senza speranze" di cui parla Ghada sul blog. Per le sue coetanee occidentali, però una via di fuga c'è: di certo non si rimane sole. Ma la Rellin dà conto anche d'altro.
L'amore fuori dal matrimonio, stando alle sue stime, è una faccenda più che diffusa ma di cui non si parla per pudore: "Tante sono venute a raccontarmi le loro esperienze di nascosto, non di rado dopo avere subito una di quelle interviste telefoniche in cui si invitano le donne a rivelare le loro relazioni extraconiugali. Naturalmente la risposta ufficiale è no, ma la verità è un'altra".
Perché è così vitale per molte donne vivere questa esperienza? "Un amante riesce a dare a una donna, soprattutto se sposata da 10 o più anni, ciò che ha perso nel matrimonio -dice Martina Rellin-: seduzione, tenerezza, sesso, romanticismo e, last but not least, il brivido di un piccolo segreto da tenere solo per sé". Forse, un buon motivo per farsi l'amante, ma per Ghada e le sue socie egiziane la cosa più importante è ritrovarsi un uomo in casa che sappia cambiare una lampadina alla bisogna e prendersi una serie di responsabilità. All'amante non ci pensano neppure. "Figurarsi! -si sfoga Ghada- Non possiamo nemmeno sposarci con chi ci pare: è necessaria una presentazione ufficiale in famiglia e, senza la proposta del pretendente, non se ne parla". Una storia d'altri tempi ma la giovane farmacista ci assicura che così è. Luoghi d'incontro, a parte casa propria? "I matrimoni delle amiche: lì alle nubili è permesso farsi guardare e guardarsi in giro". E la notorietà non aiuta? "Direi di no, almeno nel mio caso -ammette l'autrice-. Uno dei pochi che si è fatto avanti, dopo aver letto il blog, cercava Bride, non me. Neanche lui è quello giusto".
Davvero difficile trovare marito e ancora più "mantenerlo". "Le difficoltà sono le stesse per le donne di tutte le latitudini", spiega la Rellin, che aggiunge: "Le persone però si stanno rendendo conto che divorziare e intraprendere un'altra relazione non risolve i loro problemi. Bisogna solo accettare il fatto che un uomo o una donna da soli non possano darti tutto". Realizzato questo, vale una regola d'oro: "Chiunque abbia un amante, si ricordi che rivelare al compagno questo stato di cose, può essere drammatico, anche di questi tempi". Una certezza, cui Ghada risponde così: "Scegliere un marito è come comprare un cocomero: non saprai mai cosa ci troverai dentro". Zitelle di tutto il mondo, unitevi.
TESTO DI LAURA SILVIA BATTAGLIA
Ghada Abdel Aal
Trent’anni, farmacista, vive al Cairo. Grazie al blog “Voglio sposarmi” (wanna-b-a-bride.blogspot.com) ha ottenuto un successo tale da spingere la casa editrice Darel Shorouk a chiederle di farne un libro. Il romanzo, pubblicato in Italia da Epoché con il titolo “Che il velo sia da sposa”, è già un bestseller e diventerà un serial per la tivù egiziana.
Marta Rellin
Tedesca, nata nel 1962, vive con la sua famiglia tra Berlino e Lipsia. Giornalista, è stata caporedattore della rivista “Das Magazin” e autrice di numerosi libri sul tema (“Ho un amante”, “Siamo i nuovi amanti”, “Il mio amante”). L’ultimo, “In caso di amante, istruzioni per l’uso”, è pubblicato in Italia da Castelvecchi.











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