Parola d'autore
La musica del deserto
Un viaggio nella "città del 333 santi". Benvenuti a Timbuctù, al "Festival au désert", dove le musiche tradizionali africane, si sposano con i ritmi di Manu Chao, Ludovico Eiunaudi, Robert Plant.

Un viaggio a Timbuctu mi mancava. Nell'immaginaria mappa dei miei luoghi cult era un vuoto da colmare, anche a rischio d'inevitabili delusioni. Tutte le casualidades per partire per il Mali si sono verificate nel dicembre 2009: destinazione principale, la città dei 333 santi dove, per ragioni di sicurezza, è stato spostato il "Festival au Désert" che dal 2001 si svolge nell'immensità del Sahara. Negli anni, alla kermesse si sono incontrate le diverse tradizioni musicali dell'Africa sub sahariana con esponenti della world music internazionale come Manu Chao, Ludovico Einaudi, Robert Plant. Esperienza nuova e coinvolgente: tre giorni (ma soprattutto tre notti) di full immersion musicale fra le dune, sotto una coperta di stelle. Da Timbuctu il mio viaggio è proseguito lungo il fiume Niger, toccando Niafunké, patria di Ali Farka Touré -fra i più grandi musicisti locali- per arrivare a Djenné, centro culturale e commerciale nel XV e XVI secolo, e terminare nella capitale con il festival "Les voix de Bamako".

Viaggiare come cronista attenta agli incontri, agli umori, colori, suoni, profumi di un Paese giovane e vivace è stato un lavoro bellissimo. E al ritorno approfondire temi, ascoltare interviste catturate al volo (o programmate da Milano) mi ha fatto assaporare con calma quanto avevo visto e condiviso sotto il cielo africano.

Testo di Anna Jannello

 

 

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