A Rosarno, in Calabria, la Befana, col suo carico di dolci e carbone, è passata da non molto quando il 7 gennaio 2010 la cittadina balza alle cronache. Tre giorni di scontri tra gente del posto, lavoratori migranti impegnati nella raccolta stagionale e forze dell'ordine; tre giorni sufficienti a ricordarci un fenomeno diffuso: il lavoro nero svolto da manodopera straniera sottopagata e costretta a vivere in condizioni inumane. Un libro coraggioso prova a raccontare questa situazione: Il sapore amaro delle arance (Coccole e caccole 2010, 32 pagine, 13 euro), testo essenziale e pertinente di Sandro Natalini a disporsi sulle leggere, intensamente civili, illustrazioni di Tommaso Nava.
I diritti negati a Rosarno quest'anno dovrebbero festeggiare 40 anni; era il 1970, infatti, quando è stato promulgato lo "Statuto dei lavoratori e delle lavoratrici". Flaminia Fioramonti, con i disegni di Rachele Lo Piano, lo racconta ai bambini in Diego e i diritti dei lavoratori (Sinnos 2010, 60 pagine, 13 euro). Ma non c'è solo il lavoro dei "grandi" c'è anche il lavoro dei "piccoli".
Bandito in Italia, ma storicamente presente come testimoniano opere della letteratura (Spazzacamino, 1912, di Invernizio) e del cinema (Sciuscià, 1946, di De Sica), il lavoro minorile continua a impegnare 215 milioni di bambini nel mondo (dati International Labour Organization). Qualche anno fa questa realtà è stata raccontata in Non c'è tempo per giocare (Zoolibri 2007, 120 pagine, 16 euro), un volume illustrato da Mariana Chiesa e scritto da Sandra Arenal: cinquanta storie di infanzia spese in fabbrica o sulla strada, a vendere e a vendersi.
A cura di Anselmo Roveda di Andersen










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