Per fare dei buoni libri per bambini ci vogliono almeno tre cose: parole, immagini e carta. E la carta è importante. Recenti indagini, compiute negli Usa e in Germania da Rainforest action e Wwf, evidenziano come una parte considerevole dei libri per l'infanzia contenga fibre di legni tropicali.
Gli editori rischiano, forse inconsapevoli, di contribuire alla distruzione delle foreste pluviali. Difficile restituire il quadro della situazione in Italia, basti però pensare che siamo uno dei primi importatori europei di carta dall'Indonesia. Eppure molti editori per bambini hanno già fatto una scelta: coniugare la qualità della proposta narrativa con l'eticità della filiera produttiva. Vi racconto due esempi.
Interlinea è una casa editrice che pubblica una bella collana di narrativa illustrata, si chiama "Le rane" e ospita libri di Guido Quarzo, Anna Vivarelli e altri bravi scrittori. Per questa collana è stata scelta una speciale "alga carta" realizzata riciclando le alghe della laguna veneta ed evitando di abbattere anche un solo albero. Tra le novità: Raccontami qualcosa di bello prima di fare la nanna (32 pagine, 12 euro) di Joyce Dunbar.
Le edizioni Il gioco di leggere hanno invece varato una nuova collana di albi, firmati da autori italiani, chiamata "Libricuoriefiori". Sono realizzati in modo ecologico: con carte certificate, inchiostri a base-vegetale, cartoni di fibre riciclate e con procedimenti di stampa a basso impatto ambientale. Ultimo titolo: Mumi senza memoria (32 pagine, 14,90 euro) di Gabriele Clima e Chiara Carrer.











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