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Ha un sapore delicato, resiste bene al gelo e si adatta a tutti i terreni. Parliamo del porro, il "cugino gentile" dell'aglio e della cipolla, di cui in questi mesi si raccolgono le varietà invernali. Pianta erbacea di origine mediorientale, si dice sia stata di conforto agli schiavi egizi che costruivano le piramidi e all'ugola dell'imperatore Nerone, che taluni ricordano con il soprannome di "porrofago" perché usava mangiarla per schiarirsi la voce.
Anche il piccolo comune di Cervere, in provincia di Cuneo, deve la sua fama a questa verdura, ancora coltivata con un metodo tradizionale: i contadini della zona, infatti, rimuovono periodicamente la terra tra una pianta e l'altra e la pongono alla base dei porri, ottenendo una parte bianca che raggiunge anche i 60 centimetri. Questa coltivazione particolare, unita al clima umido, alle proprietà calcaree del terreno e all'abbondanza delle acque di sorgente usate per l'irrigazione, rendono il porro di Cervere davvero unico, tenero e dolce. Provare per credere, magari con un bel risotto.
Testo di Davide De Luca










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