Cibo di strada
Un "immigrato" che mette tutti d'accordo
Viene dall’Africa, ma non è mai stato respinto alla frontiera. Stiamo parlando del cardo, una specie di antenato del carciofo, che ha avuto origine in Etiopia.

Viene dall’Africa, ma non è mai stato respinto alla frontiera. Stiamo parlando del cardo, una specie di antenato del carciofo, che ha avuto origine in Etiopia per poi diffondersi dal Nord Africa a tutta l’Europa mediterranea. Un tempo i suoi semi e i suoi germogli erano utilizzati solo per produrre il caglio dei formaggi, ma nel ’500 i cuochi della corte sabauda lo citano tra le loro ricette. E proprio i terreni sabbiosi della provincia di Asti, compresi tra Nizza Monferrato, Incisa Scapaccino e Castelnuovo Belbo, complice il clima umido della zona, sono l’habitat naturale per una specie particolare di cardo detta “Gobbo”.

Seminato in tarda primavera, il cardo produce delle piantine che al termine dell’estate vengono coricate sul suolo e ricoperte di terra. In questa fase, tentando di liberarsi per arrivare alla luce, i cardi si incurvano diventando “gobbi”, per poi giungere a maturazione con le prime gelate di gennaio. I cardi, che al palato hanno un gusto a metà tra il carciofo e il sedano, contengono poche calorie e si possono gustare ripieni, fritti, in zuppa oppure, meglio ancora, come complemento alla classica bagna cauda piemontese.

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