È nato come salame dei poveri, ora è una prelibatezza. La ciuìga affonda le sue origini nella seconda metà dell’Ottocento nelle valli Giudicarie, tra il lago di Garda e le Dolomiti di Brenta. Il salame veniva preparato allora dalle famiglie contadine con gli scarti della carne di maiale mischiati a rape cotte e tritate. Le carni più pregiate erano invece destinate alla vendita, per racimolare quelle entrate indispensabili al sostentamento dell’economia familiare. Oggi la ciuìga (in dialetto trentino indica la pigna dell’abete da cui prende la forma) viene prodotta utilizzando il 70 per cento di carne di ottima qualità (spalla, coppa, pancetta o gola) e il 30 per cento di rape, cotte e torchiate per eliminare l’acqua in eccesso. Fatto l’impasto, vengono aggiunti aglio tritato, sale e pepe. Poi la ciuìga viene insaccata nel budello, legata e affumicata. Alla tradizionale sagra della ciuìga di San Lorenzo in Banale (Tn), dal 7 al 9 novembre, potrete gustarla o comprarla sia stagionata che fresca. In quest’ultimo caso deve essere bollita in acqua per 20 minuti e abbinata con polenta alla brace, patate lesse, purè o crauti.










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