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Calici di sole
A Palermo inizia la vendemmia della cantina Centopassi, alimentata a energia solare.

"Un pasto senza vino è come un giorno senza sole", amava ripetere nell'Ottocento Anthelme Brillat-Savarin, noto politico e gastronomo francese. Chissà che cosa avrebbe detto Savarin di fronte alla prima vendemmia "solare", sperimentata nell'Alto Belice corleonese.
Qui, sui terreni confiscati alla mafia, il progetto "Libero sole su Libera Terra" ha previsto la realizzazione di impianti fotovoltaici nelle strutture affidate alle cooperative. Quattro pensiline di circa 5 metri per 6, utilizzate per proteggere il raccolto dalla pioggia, saranno rivestite di pannelli fotovoltaici da dieci ragazzi selezionati dopo aver seguito un corso di formazione sulla realizzazione di impianti fotovoltaici tenuto dall'istituto "Pedro Arrupe" di Palermo.

A dare il via al progetto è stata proprio l'idea di poter fornire nuove professionalità sulle terre liberate dalla mafia, contribuendo ad alimentare un circolo virtuoso di economia "pulita" che possa servire anche a ridurre l'impatto ambientale della cantina Centopassi. Così, quando si è trattato di fare i primi sopralluoghi per il collaudo di fine luglio, la scelta è ricaduta sulle pensiline, già esistenti. "Perché non renderle ‘verdi' rivestendole di pannelli solari?", si sono chiesti i soci della cooperativa Placido Rizzotto. I pannelli, infatti, sostituiscono il materiale di copertura tradizionale e garantiscono comunque l'impermeabilità e la massima integrazione architettonica.

In questo modo il primo "calice a energia solare" permetterà un risparmio notevole alla cantina che ogni anno sui suoi 60 ettari di terra produce 350mila bottiglie, e sarà un investimento consistente anche per l'ambiente. Oltre a tagliare i costi della bolletta, il fotovoltaico consentirà di evitare l'emissione di 15,2 tonnellate l'anno di anidride carbonica.
Le ricadute economiche saranno visibili sin dalla prima bolletta, non solo per l'abbattimento dei consumi dell'80 per cento, ma anche per l'incentivo previsto dall'attuale "conto energia" che prevede un compenso per ogni kilowatt prodotto da energia fotovoltaica. Ne è convinto Giorgio Schultze, presidente della società di consulenza "Esco del sole" che ha progettato l'impianto per Centopassi, dopo essersi già cimentato in altre strutture simili in Sicilia. "Il nostro scopo è aiutare le imprese legate ad attività sociali e le aziende impegnate sul fronte della legalità a risparmiare utilizzando energia pulita -racconta Schultze-. Per questo abbiamo lavorato con imprenditori che hanno scelto di dire no al racket e che hanno aderito al comitato Addiopizzo".

Un incontro naturale dunque, quello avvenuto tra Libera e la società Esco, riconosciuta in Italia dall'autorità per l'energia elettrica, e una missione tutta personale per il suo presidente, impegnato sin dagli anni Settanta sul fronte delle energie rinnovabili. "Anni fa non avremmo pensato che nel 2010 si sarebbe tornati a proporre il nucleare come modello di produzione energetica -dice-. Oggi investire nell'energia pulita non è più un'utopia: lo abbiamo dimostrato più volte nei diversi impianti".

È il caso della ditta Iregel di Cinisi (Pa) che in un anno è in grado di produrre energia per 31.336 chilowattora, evitando la produzione di 16,3 tonnellate di anidride carbonica. O, ancora, del Centro 3P di Licata, provincia di Agrigento, dove a parità di potenza si ha una produzione di energia più elevata, dal momento che maggiore è l'irraggiamento su una città esposta più a Sud. "L'impianto realizzato per la cantina Centopassi avrà una potenza di 20 chilowatt e arriverà a fornire ogni anno 30mila chilowattora" spiega il presidente.

Una volta a regime, i benefici dell'impianto non si limiteranno a questo. L'abbattimento di emissioni di Co2 consentirà alla cooperativa di partecipare a un progetto pilota sulla certificazione energetica per un vino di qualità a basso impatto ambientale. E chissà che questo traguardo non arrivi presto, rispettando l'adagio di monsieur Savarin: mai più pasti senza vino e mai più giorni senza sole. Almeno a tavola.

Testo di Antonella Lombardi

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