"Aleph con zero" è un parallelepipedo nero, lungo 10 centimetri, con un pulsante rosso al centro, un display a cristalli liquidi e il disegno di un cielo stellato. Lo vedo per la prima volta in una piadineria di San Giovanni in Persiceto, in provincia di Bologna: è protetto da una piccola custodia in tessuto mimetico. "Aleph è uno sky quality meter, un buiometro -mi spiega Francesco Giubbilini, ingegnere Ambientale-: misura la luminosità del cielo in magnitudine su arcosecondo quadrato, in una scala da 17 a 23".
L'idea di questo ingegnere ambientale con la passione per le stelle e del collega Andrea Giacomelli, un attivista impegnato su molteplici fronti, è avvincente: far misurare dal "basso" il buio che ci circonda. Un esperimento di "buiometria partecipativa" a cui anch'io decido di prendere parte. "Mappe delle luci artificiali e del buio esistono già, sono elaborate con i dati del satellite -prosegue Francesco-. Ma in questo modo ci si rende conto del problema, da protagonisti e in modo più divertente".
Il mio unico compagno d'avventura sarà Aleph con zero. Dovrò puntarlo allo zenit nelle notti senza luna, schiacciare il pulsante rosso e attendere alcuni secondi finché sul display non sarà comparso un numero, compreso tra il 17 dei cieli "fortemente luminosi" e il 23 dell'"estremamente buio".
Al termine della nottata, dovrò poi registrarmi sul sito e aggiornare la mappa dell'inquinamento luminoso: una cartina d'Italia già costellata di puntini colorati, rossi (per le aree dove più forte è la presenza di luci artificiali), neri (i paradisi delle stelle) ma anche gialli, verdi e blu per indicare le situazioni intermedie. Mi lascio le perplessità alle spalle, in fondo non sono la prima: dalla primavera del 2009 a oggi una maestra marchigiana, la pioniera delle rilevazioni, ha fatto passare così agli alunni la paura del buio e altri cinque buiometri, oltre al mio, sono passati tra le mani di dieci gruppi di volontari sparsi per l'Italia, isole comprese. Gli apparecchi costano un centinaio di euro l'uno: Andrea e Francesco li hanno acquistati grazie al premio "La seconda luna", vinto nel 2008 per la loro passione "per l'innovazione tecnologica", e li hanno battezzati con i nomi più strani: El Segundo, Campari, Fungoagnello, Maira, Dorce e Aleph con zero. "Eppursimuove", il buiometro dotato di calamita per montarlo sul tettuccio dell'auto, è rimasto a loro, che lo usano "per fare misure su zone ampie", come hanno spiegato ai Carabinieri esterefatti che li hanno fermati nel cuore della notte.
Inizio dunque dal mio quartiere, a due passi dal centro di Modena. Punto Aleph al cielo: 18.60, "fortemente luminoso". Trovo conferma della rilevazione dalla mappa online: la mia città è da allarme rosso. "Se tot i cajon agh'avesser un lampioun, diomama che iluminasioun" (se tutti gli sciocchi avessero un lampione, sai che illuminazione): mi ricorda il parroco quando gli chiedo il permesso di utilizzare il sagrato della chiesa come osservatorio. Non demordo e proseguo la ricerca di buio e di stelle. Delusa dalla città, salgo a quota 800 metri, alla volta di Serramazzoni. Aleph tocca i 19.35: sempre "molto luminoso", troppo. Decido di fermarmi lungo la provinciale. Nessun lampione all'orizzonte, spengo i fari e punto dritto allo zenit. Guadagno un altro punto: 20.35, comunque "luminoso".
Mi Rassegno, altro che stelle, a "brillare" è la pianura Padana. "Non avrebbe senso spegnere tutte le luci -commenta Francesco, quando gli restituisco Aleph con zero-: si dovrebbe piuttosto rivolgere i lampioni verso terra. La maggior parte delle Regioni (fanno eccezione Calabria, Sicilia e la provincia autonoma di Bolzano, ndr) hanno leggi avanzate in proposito, ma inapplicate e spesso le amministrazioni comunali investono in impianti a led di dubbia efficacia".
Per tutta risposta, c'è chi ha proposto i "parchi delle stelle": aree protette in cui l'ambiente da preservare è l'oscurità. "In città non servirebbero a nulla -sorride-: la luce si propaga fino a 200 km, non si cura certo dei confini". Per ora, sulla mappa buiometrica, il record spetta a Galeria, nel Nord della Corsica, 21.74 punti, seguita dalla Maremma, con il 21.7 del monte Amiata. Ma per chi desidera imentarsi in questa caccia al buio, il posto c'è. L'importante è partecipare.
TESTO DI GIULIA BONDI











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