Le storie
Una casa vintage
Con l'autorecupero si può dare nuova vita a edifici abbandonati. Come sta succedendo a Monfalcone.

Quando vi serve un abito nuovo, ma non potete permettervelo, potete aspettare i saldi o riaggiustare il vestito vintage della zia. Allo stesso modo, se volete metter su casa, potete prendere qualcosa già esistente e rimetterlo a nuovo.
La soluzione si chiama autorecupero: un gruppo di singoli o famiglie che ristrutturano le abitazioni in cui andranno a vivere, sotto la guida di architetti e ingegneri, risparmiando circa la metà rispetto all'acquisto di una casa nuova. Un percorso che finora, in Italia, è stato intrapreso da poche persone, magari partite occupando illegalmente stabili disabitati di proprietà pubblica che hanno man mano ristrutturato, ottenendo il benestare degli enti locali.
Così è successo nel Lazio, dove nel 1998 il tema dell'autorecupero è entrato in una legge regionale che ha consentito la ristrutturazione di palazzi pubblici dove ora gli ex abusivi vivono pagando un affitto calmierato. Più di recente, a Bologna, una cordata di associazioni ha avviato un progetto di autorecupero di immobili comunali che permetterà a 43 beneficiari di avere la libera disponibilità della casa per 99 anni.
Ma il vero salto di qualità lo stanno facendo a Monfalcone (Gorizia). Qui la giunta di centrosinistra ha deciso di mettere a disposizione di un'operazione di autorecupero una palazzina di edilizia popolare: al termine dei lavori i beneficiari ne diventeranno proprietari, per sempre. Un progetto inedito, a cui collabora anche Kallipolis: 11 professionisti, tra i 30 e i 37 anni, esperti in interventi architettonici a finalità sociale, che si sono occupati dello studio di fattibilità. "Verranno realizzati 12 alloggi da 40 a 100 metri quadrati -spiega Ileana Toscano-. I futuri proprietari dovranno avere un reddito annuo compreso tra i 15mila e i 30mila euro per affrontare i costi del recupero e sostenere il mutuo". Naturalmente, a condizioni di favore. "Il valore stimato dell'immobile è di 430mila euro, ma al Comune ne arriveranno meno di 250mila -commenta Cristina Morsolin, assessore alla Casa-. Vogliamo aiutare chi non riesce a stare sul mercato".

TESTO DI ANDREA ROTTINI

Per saperne di più leggi "Bunker a sorpresa"

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