Gli albanesi preferiscono il bancomat, i ghanesi la carta di credito, i filippini le prepagate, mentre i cinesi sono i primi tra gli intestatari di libretti di risparmio e prestiti. Questi, secondo l'Associazione bancaria italiana, i "gusti" degli immigrati che hanno un conto nel nostro Paese. L'82 per cento è un "cliente medio" che considera la banca un luogo dove custodire i risparmi e soltanto il 16 per cento sfrutta le offerte degli istituti per investire il patrimonio. Otto su dieci inviano soldi a casa, una media di 1.900 euro l'anno.
Non c'è dubbio che i 4 milioni di stranieri presenti in Italia rappresentino una fetta di mercato appetitosa per le banche, che studiano prodotti, modelli e soluzioni per conquistare i nuovi clienti. Investimenti massicci, come quelli affrontati da Unicredit che nel 2006 ha aperto a Bologna la prima filiale di "Agenzia tu". "Siamo una vera welcome bank -spiega Antonella Ghiorso, direttore commerciale dell'agenzia-: il nostro scopo è aiutare l'immigrato a inserirsi nel nostro Paese, introducendolo al mondo bancario nel modo più semplice possibile". Unicredit ha puntato su prodotti per i singoli e le famiglie (conti correnti, carte di credito, mutui, prestiti personali), su un'immagine di accoglienza e apertura (non esistono sportelli, i clienti vengono fatti accomodare al tavolo con i loro consulenti, per la metà stranieri) e su una strategia di mercato che parte "dal basso" attraverso corsi di formazione per mediatori culturali. "Finora non abbiamo avuto bisogno di pubblicità: prima di aprire una nuova filiale contattiamo le associazioni di migranti e organizziamo degli incontri con le comunità per presentare i nostri servizi. Il passaparola fa il resto".
Il risultato sono 12 agenzie già aperte in dieci città del Centro Nord, tra cui Roma, Milano e Torino, a cui nel 2010 si aggiungerà Vicenza. "Le agenzie consolidate, aperte da almeno due anni, contano circa 1.800 clienti ciascuna", conclude la Ghiorso.
Se Unicredit ha creato un canale preferenziale per far entrare gli stranieri in una banca italiana, altri "big" della finanza come Fondazione Cariplo e Generali hanno deciso di dar vita al primo istituto bancario dedicato ai cittadini immigrati. Si chiamerà "Extrabanca", ha già avuto il via libera dalla Banca d'Italia e aprirà una filiale a Milano in primavera: con un capitale iniziale di 23,6 milioni di euro investiti da 44 soci. Vicepresidente sarà Otto Bitjoka, imprenditore camerunense e anima di Ethnoland, fondazione che promuove il ruolo dei migranti nella società italiana.
TESTO DI ANDREA ROTTINI











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