È giovane il progetto “Io”. Come i ragazzi che cerca di aiutare. L’obiettivo è toglierli dalla strada e dalla prostituzione, offrendo loro la possibilità di studiare o di trovare un lavoro. A un anno esatto dalla sua nascita, il progetto, finanziato dal Comune di Napoli e realizzato dalla cooperativa sociale Dedalus, ha ottenuto ottimi risultati: gli operatori sono riusciti a conquistarsi la fiducia di una settantina di giovanissimi, con cui si è creato un rapporto amichevole, che fa ben sperare. Il camper esce una sera la settimana, il mercoledì, e ha permesso di ottenere 360 “contatti”: dalla semplice richiesta di un tè a colloqui più approfonditi.
Difficile tracciare un identikit preciso dei marchettari che frequentano le strade in prossimità della stazione di Napoli: giovani e adolescenti, di età compresa tra i 16 e i 24 anni, nella maggior parte dei casi immigrati dell’Est Europa. Talvolta finiscono nel giro della prostituzione senza rendersene conto, magari dopo essersi venduti per permettersi il lusso di un paio di jeans griffati.
Ancora più difficile tentare di instaurare un rapporto con loro. I mediatori culturali di Dedalus si avvicinano senza pregiudizi: cercano di entrare a far parte della “famiglia”, distribuiscono profilattici e materiali informativi sulle malattie sessualmente trasmissibili, li indirizzano ai servizi socio-sanitari del territorio. Ma soprattutto li accolgono in un “drop in” notturno, un luogo in cui possono rifugiarsi, rilassarsi, fare una doccia, bere qualcosa di caldo, parlare con gli operatori, chiedere indicazioni su come cercare un lavoro e cominciare un percorso di regolarizzazione, nel caso siano stranieri senza permesso di soggiorno.
Tutto questo è possibile anche grazie alla fitta rete di collaborazioni con altri enti e organizzazioni sociali del territorio, come Questura, Prefettura e Squadra mobile di Napoli, Asl, Gesco e Caritas. Il progetto è stato finanziato per un anno a partire dal febbraio 2009: non si sa se verrà rinnovato il contributo. Sarebbe certamente una grave perdita.
TESTO DI MARIA NOCERINO
Per saperne di più, leggi "Ragazzi di vita"











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